Maratona di Stoccolma 2004

Pubblicato da GIAN CARLO venerdì 4 giugno 2004

Non siamo tutti uguali…
…basta leggere il pezzo dell’ ultra-maratoneta Michele Rizzitelli per capire che 46 cromosomi riescono a generare infinite combinazioni.
Milioni di noi, non penserebbero neanche per un istante di indossare un paio di pantaloncini e correre. Per altri, una minoranza in crescita, è saggio farlo regolarmente. Ovviamente, i distinguo non sono che all'inizio, perché di questa minoranza, solo 20.000 sono gli italici che corrono 42.2 km almeno una volta l'anno, pochi lo fanno più spesso e una rarità si cimenta in prove ultra o in più maratone a breve distanza.
Scalino dopo scalino, ho tentato di entrare nel Gotha di questi mitici "figuri", di cui il Rizzittelli è indubbiamente un esponente degno di cattedra. Purtroppo però, avere la fantasia(affinità elettive), come dice "Michele", non sempre è sufficiente per fare il grande salto, e il mio corpo, proprio non è potuto arrivare dove la mia mente aveva osato azzardare.
Ho corso 10 giorni or sono, il mio primo Passatore, finendo in buone condizioni, in 11h e 44, circa a 7' a km, convintissimo di aver gestito bene le energie, e con la presunzione in un prossimo futuro, di poter addirittura togliere un'oretta a questa già buona performance.
Sulle ali dell'entusiasmo, eccomi in quel di Stoccolma, con l'obiettivo di turisteggiare e maratonare lentamente, verso il mondo degli eletti.
Per arrivare fin qui ho usufruito all'incirca degli stessi servigi(aerei, pullman, traghetti, alberghi) così ben descritti da Luca Bugatti, solo che, a sua differenza, io ero in compagnia della mia piccola famiglia e di Giancarlo Casentini anche lui con cari al seguito.
Con Giancarlo, dopo aver condiviso gioie e sofferenze della prima 100km, eravamo qui per suggellare una grande amicizia(nata sul sito Podisti.net), e candidarci a Super-runner.doc. Solo uno di noi ha passato l'esame e di sicuro avete già capito di chi si tratta.
Giancarlo aveva finito il Passatore soprattutto grazie alla testa.
Era stato vittima di una travagliata preparazione, e ai miei occhi sembrava spremuto come un limone. Ebbene, passano 7 giorni e accesa la spia della riserva, eccolo al traguardo in 3h e 43(suo peggior crono), ma con la consapevolezza di essere una vera roccia.
Io, in quel di Faenza, mi sentivo in grande spolvero, sprizzavo energia da tutti i pori. Sembravo il Predestinato, invece nel giro delle 48 ore successive il barometro precipita: mal di gola ai limiti del febbricitante, gambe in stile marmo di Carrara e news…emorroidi a go go.
Fino all'ultimo spero nel miracolo, alla fine coinvolto dalla bellezza della città, dalla sua calma accoglienza e dalla vicinanza di un grande come Giancarlo, indosso il pettorale e vado allo sparo.
Parto con una prudenza che non mi appartiene, ai 5km faccio un quasi 28', che anche considerando una sosta tecnica, è un tempo fantaschifitico. Ora si va verso il centro della città l'incitamento è lo stesso che ho visto a Berlino e Madrid, nelle mie altre esperienze oltre cortina.
Ahimè !!! (seppur con molti distinguo) mai in Italia ho avuto la stessa accoglienza.
Il secondo 5k è sotto a 26', malgrado le salite il terzo l'ho corso in 25.30, comincio ad essere dignitoso.
Forse è lecito sperare. Invece dal km numero 16 il castello di carte comincia a crollare: prima leggo 5.15…poi 5.30…ecco un 5.40. Le gambe rivendicano il loro diritto di sciopero, la tosse si è fatta stizzosa e del resto non vi sto' a dire.
Qualora non bastasse, si è alzato un ventaccio pungente, e il percorso prevedendo due giri da 21 ci sta portando in zona arrivo dove la mia bambina aspetta il suo paparino acciaccato.
Mi fermo o continuo ?
Pro allo stop: 1) mi restano due giorni da turista, nel quale solo se in buona forma, posso apprezzare il romantico fascino di questa città;
2) rischio serio di ammalarmi e di non correre più per molti giorni;
3) perdo l'arrivo dei primi nella cornice inarrivabile dell'Olimpia Stadio;
4) DEVO correre e strascinarmi per i 21.1 mancanti in stile via Crucis, concludendo(e aggiungo forse !!!) con un crono mai visto negli ultimi due millenni.
Contro allo stop: 1) non entro nel regno dei cieli.
Le gambe assumono il controllo della mente e danno ascolto ai pro.
All'altezza delle 3h e 20 sono andato al 41esimo a prendere l'unico "Eletto" della spedizione per trascinarlo in Paradiso con un arrivo a braccia levate che ricorda quello del Passatore, ma dove il Gian Carlo che vi ha scritto, questa volta ha perso il treno, semplicemente perché …non siamo tutti uguali.

3 commenti

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  1. Micio1970 ha scritto:
  2. Un ritiro che ti fa onore ...

     
  3. GIAN CARLO ha scritto:
  4. Grazie, ma è sempre un ritiro :-(

     
  5. Anonimo ha scritto:
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