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Ieri un Natale di gioia e serenità è stato funestato dalla ferale notizia dell'improvvisa scomparsa di Daniele.
Il mio abbraccio più grande va alla sua splendida famiglia.
Porterò sempre con me quel sorriso contagioso pieno di voglia di vita, ben rappresentato da questa foto che, nel 2004, gli avevo scattato a Selva Val Gardena.
Abbiamo corso e sciato insieme meno di quanto avrei voluto, ma quel poco non volerà mai via.


sabato 26 dicembre 2009

BARI - Due uomini sono stati investiti da un'auto e uccisi mentre insieme ad altri amici stavano facendo jogging su una strada alla periferia di Bari. Alla guida del veicolo un 19enne che sarebbe risultato negativo ai test di alcol e droga. Il gruppo di sportivi si stava allenando in vista di una maratona in programma a Sharm El Sheik (Egitto) alla fine di novembre.

Purtroppo succede anche questo; fa parte della vita, equiparabile ad altre imprevedibili disgrazie, eppure quei poveri runners erano in gruppo, cosa che rende l'evento percentualisticamente ancor meno probabile.
Oltre a fare da questo Blog le sentite condoglianze alle famiglie, mi sento di dover aggiungere a tutti un invito alla prudenza, allegando qualche piccolo personalissimo consiglio.
Le giornate si accorciano e stanno per arrivare i 5 mesi in cui la maggior parte degli allenamenti sarà al buio. Per quanto vi è possibile, correte in zone illuminate(anche se paradossalmente con maggior traffico), vestitevi con materiale che rifrange la luce. Esistono delle strisce adesive gialle che possono essere applicate sulle maglie o sui pantaloncini. Anche un cappelletto capace di illuminarsi se colpito dal raggio dei fari di un auto è un elemento, magari scomodo, ma che può fare la differenza in una serata umida con scarsa visibilità.
Vi lascio la parola invitandovi a curiosare sul sito del Blogtrotters appena ristilizzato da Paolo.

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giovedì 24 settembre 2009


Ciao Ragazzi, ho scoperto solo adesso che il podista che è morto ieri alla Roma-Ostia colto da infarto al terzo km e che, con Ileana, avevamo visto a terra all'inizio della gara correva nella squadra di Giancarlo Casentini(il mio amico).

Nella concitazione della gara non lo avevo riconosciuto anche se stavo correndo molto sotto ritmo e Vi confesso che questa cosa mi fa stare veramente male.

Lo conoscevo benissimo, era a Salsomaggiore con me quando feci 2h e 59, ci salutavamo sempre ad ogni gara. Qualche anno prima di me aveva anche fatto un passatore e allora mi diede molti consigli. Qui è con noi (Io e Giancarlo) in una foto alla 3 comuni di qualche anno fa, è quello al centro. Spero proprio che come società possiamo fare qualcosa per la sua famiglia.

GC

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lunedì 26 febbraio 2007




Ciao Carol.
Questa sera mia figlia è stata invitata ad una festa di compleanno a pochi passi da Piazza San Pietro, dopo le candeline e la torta, verso le 20.00 prima di risalire con gli scooter verso casa, abbiamo passeggiato, fra un fiume di gente, fino al sagrato e ci siamo fermati sotto le finestre di questo grande uomo morente.
Federica, la mia piccola di nove anni, già ieri in televisione aveva visto quella piazza piena di tanta umanità triste, in trepidante attesa dell’inevitabile. Aveva intuito la grandezza dell’evento, ma non era riuscita a collegare che il luogo dove tutto il mondo indirizzava la sua attenzione era in realtà a solo 2 km da casa nostra. Così le abbiamo chiesto se avesse voluto portare il suo ultimo saluto al Pontefice che più aveva amato i bambini. Senza esitare ha accettato e subito ne è rimasta molto colpita: l’atmosfera era irreale, gruppi di ragazzi cantavano inni da stadio all’indirizzo del Papa, centinaia di telecamere televisive trasmettevano in diretta in tutto il mondo le immagini che tutti abbiamo visto, molti pregavano, molti e molti altri ancora arrivavano in silenzio. Se è vero che il futuro sarà multi etnico, qui il futuro era già presente, tutti nessuno escluso, erano rappresentati. Per noi, c’è solo il tempo di tornare a casa, ed ecco che la ferale notizia ci viene servita.
Carol Wojtila alle 21.37 ci ha lasciato.
Mia moglie, pur credente e praticante, mi dice che lei ha avuto modo di vedere il Papa solo una volta, peraltro per motivi strettamente dipendenti dal lavoro. Io, che la conosco da circa 20 anni, faccio fatica a crederle, perché, seppur da ateo, il buon vecchio Carol l’ho visto spesso, e se ora scrivo queste poche righe, spero non inopportune, è perché tutti i miei ricordi del Papa sono strettamente legati alla corsa.

Nella nostra società sportiva esiste settimanalmente un appuntamento non scritto:
domenica mattina alle 9.00 davanti all’entrata principale di Villa Pamphili.
Si aspetta fino alle 9.10 massimo 9.15 poi, chi c’è c’è… si va.
Talvolta, se siamo o sono i soliti quattro gatti , si entra in Villa e si fa il giro lungo detto delle 2 ville con passaggio dal laghetto. L’andatura è decisa dai più lenti e allora per questa dozzina abbondante di chilometri serve sempre ben più di un’ora.
Quindi molta salute, due buone chiacchiere, ma sostanzialmente poche emozioni.
Quando al contrario, il gruppo è numeroso si punta decisi verso il centro della città, approfittando dell’unico momento della settimana in cui le auto ci lasciano un po’ di spazio. Passiamo dal Gianicolo, scendiamo fino al fiume, quindi Corso Vittorio Emanuele, le Sette chiese, qualche vicolo ed eccoci a Piazza Navona. Qui i più lesti girano al contrario per far riunire il gruppo, insieme si va al Pantheon, Fontana di Trevi, Piazza del Popolo, altro giro di riunificazione e via tutti assieme ad affrontare la salita che porta al Pincio. E’ la nostra Heartbreack hill, ma quando sei in vetta hai mezza Roma ai tuoi piedi e se c’è il sole sei il padrone del mondo.
Qui si beve a dovere, ci si rilassa e ci si saluta ancora una volta, poi chi è di lunghissimo taglia Villa Borghese e va verso l’Acquacetosa, chi doveva fare “poco” si avvia sulla strada del ritorno.
Entrambi i gruppi, anche se con tempi diversi, arrivano agli ultimi 1500 metri di fatica sul sagrato di Piazza San Pietro, da qui all’entrata di Villa Pamphili c’è solo uno strappo finale. Io negli anni, sono stato quasi sempre fra quelli del lunghissimo. Arriviamo verso mezzogiorno e prima di spendere le ultime poche energie per affrontare l’erta mancante, ci fermiamo con abiti improbabili ad ascoltare alcuni passaggi delle parole del Papa.
Ogni volta, e non lo dico per retorica, è veramente un momento importante.
Concludo queste mia testimonianza raccontandovi l’episodio della Maratona del Giubileo partita da Piazza San Pietro nella tarda mattinata del primo gennaio 2000. Benché rimanga la maratona meno partecipata tra le undici edizioni di Roma, resta di gran lunga la peggio organizzata. Nacque male quell’idea del compianto Nebiolo, forse lanciata senza immaginare le difficoltà che avrebbe incontrato.
Tutto il mondo festeggiò la notte del 31/12/1999 con un impeto e un entusiasmo assolutamente non prevedibili. Al centro di Roma, come a San Pietro e al Gianicolo, migliaia di automobili si incastrarono in un groviglio inestricabile di lamiere, finché i più tornarono a casa a piedi, lasciando le auto al centro della strada. Il risultato fu devastante. La mattina successiva, gli incaricati a montare le transenne e il palco della zona partenza nonché le gabbie divisorie, non riuscirono ad arrivare per tempo.
Fu un caos inarrivabile, 3000 corridori in mutande si aggiravano senza metà, tra l’allora sindaco Rutelli e tutta l’amministrazione pubblica in pompa magna, pur essi privati di un apposito settore. Migliaia di tira tardi con tasso alcolico ben oltre il consentito, si mischiarono a fedelissimi della prima ora. L’unica nota non stonata fu la sua, quella del serafico Carol, che dall’alto della sua finestra, quella che tanto abbiamo visto in queste ore, ci benedì tutti: fedeli, festaioli e maratoneti tutti meritevoli della sua considerazione e del suo infinito messaggio di pace.
Ciao Carol ci mancherai.

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giovedì 1 febbraio 2007

La sua nipotina Ginevra, amichetta del cuore di mia figlia, con l'innocenza dei suoi cinque piccoli anni ha detto alla mamma che: "Se nonno Ugo è volato in cielo è perché tutti i bambini che stanno lassù forse non avevano un nonno buono, e ora anche per loro ci sarebbe stato lui !".
Io se chiudo gli occhi lo ricordo mentre con il suo sorriso contagioso arriva sul traguardo di Ladispoli incorniciato dallo splendido parco naturale del W.W.F. Un attimo per riprendere fiato e…:"Oggi è un po' troppo caldo ! Ma conosco il percorso, mi ci alleno sempre, e nel finale ne ho superati tanti, anche di giovanotti come te !".
Eppure anche se lasciava trasparire un minimo di sano senso agonistico non eccedeva mai, era saggio e misurato come la sua età gli imponeva.
Gareggiava solo sui 10 massimo 15 km evitava le giornate di pioggia e come testimonia questa sua bellissima foto aveva sempre un saluto di ringraziamento per tutti quelli, amici e non, che lo incitavano.
Non sarà facile alle prossime gare abituarsi alla sua assenza, anzi forse non sarà proprio possibile, ma del resto se tutti noi corriamo lo facciamo anche per esorcizzare la paura del trascorrere della vita.
Grazie nonno Ugo per quello che ci hai lasciato e per i nuovi nipotini che come dice Ginevra starai coccolando.

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lunedì 1 gennaio 2007

Per ora ho visto solo i puntini

Per ora ho visto solo i puntini

Contatore ripartito il 10/10/2009

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