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Scrivere sul mio vecchio blog è esercizio che ormai faccio di rado.
Narrare di 2 sconfitte consecutive non era mai successo.
Avere sempre la pioggia come nemico imbattibile neanche.
Eppure per tutto c'è sempre una prima volta.

Avevo lasciato ripromettendomi d'essere più zen e meno competitivo.
E' più zen non partecipare ad una gara dove potevo mettere in serio pericolo la mia incolumità fisica o lo è di più fregarsene del clima e cercare una simbiosi con la natura... sia pur essa imprevedibilmente astiosa ?

Questa la so: non ho la risposta giusta !

Piove molto forte come si sarebbe detto nello scorso millenio... è una bomba d'acqua ai giorni nostri.

Sono le 5 e 20 del mattino, il sole dovrebbe già esser sorto, ma la sua luce non è  ancora pervenuta.
Cesenatico, 150 metri dal bagniasciuga dell'Adriatico ...  travestito da ciclista dovrei uscire dal tepore della hall dell'albergo per andar ad affrontar la tormenta e pedalare per 205 km fra le colline della Romagna.

Chiamo Sandro che a un km da me alloggia in un altra struttura, ma che al mio fianco (copione dice) dovrebbe spalleggiar la mia bici x circa 9 ore.

Risponde al primo squillo ed è perentorio. Non vado. Torno a letto.

In quel di Cesenatico, sempre con mogli al seguito ci sono anche Giorgio e Giancarlo, tutti nati runner e poi chi più.. e chi meno(io), convertiti al Dio Pedale.
Sento anche loro e senza alcuna esitazione mi dicono che passano la mano... e si che Giorgio è iscritto al Circuito Prestigio e nella stagione per catturar quel trofeo non deve fallire nessuna delle 9 dure Gran Fondo in elenco... e questa ne fa parte; per non dire di Giancarlo, maratoneta da oltre 70 fregi e già biker dalle tante imprese, una vera macchina da guerra che mai e poi mai avrei pensato rinunciasse.

Torno a letto.

Passan 20 minuti e la pioggia si placa, partendo ora farei ancora in tempo ad esser al via puntuale... riparto con il giro di telefonate e come prima i 2 di picche si sussegguono implacabili.
Ovviamente mia moglie mi esorta al buon senso... che non è quello di affrontar il buio della vita su un mezzo senza motore e senza luci.

Spengo la luce, non dormo... e sento un pezzo d'anima volare via.

Hanno detto tutti no perchè tutti hanno un'età... un età che non fa sconti, un età che la senti, un età che nonostante t'alleni per provare a farla tacere, quando la mala parata gli offre uno spiraglio ...fa la voce grossa e ti mette in ginocchio.

In chiave positiva la sintesi di un pensiero vincente è ancora plausibile... abbiamo fatto e vinto mille battaglie, cosa dobbiamo dimostrare ancora ?
Gestiamo la cosa e belli freschi, da domani, con il coltello fra i denti...siam pronti per un' altra guerra, questa (stavolta) non è la nostra.

...e allora perchè brucia ?
Perchè fa ancora più male quando scopri che solo 5000 su 13000 non sono partiti.
Forse nuoto pedalo e corro per millantata... gioventù.
Però, se brucia ...e finchè brucia ...è segno che ancora un barlume di quel me non si rassegna.
Vivo.




 

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giovedì 28 maggio 2015


Piazzarsi al quarto posto vuol dire vincere la medaglia di legno, esser fuori dal podio, potersi considerare primo fra gli sfigati.

Questa è stata la mia posizione sia al Triathlon Olimpico di Ostia di 10 giorni fa che alla mezza Maratona dei Castelli di domenica scorsa.
Parlo ovviamente della mia categoria d'età e non della classifica generale.
Eppure la chiave di lettura che ho dato a queste due prestazioni è stata differente malgrado abbia profuso sempre il massimo impegno e sia stata sempre sagace la distribuzione delle energie.
Provo a raccontarla.
A Ostia premiavano solo i primi 3 e considerando che nella mia fascia d'età eravamo solo 15 non si può pretendere di più.
Ai Castelli a premi c’era posto per 8 ed eravamo quasi 90.
Certo i numeri del running sono sempre maggiori, ma anche la qualità è inferiore. Chi va a fare una gara di Triathlon di solito è sempre un'atleta(lascio a voi l’interpretazione corretta del termine) mentre tra quelli che fanno running è più facile trovare chi fa sport solo per sentirsi meglio o per poter mangiare con maggiore serenità.
Vero è che nel triathlon speravo proprio di arrivare tra i primi 3 mentre alla Mezza Maratona davo per scontato di oscillare tra il quinto e l'ottavo posto.
Quindi, molto scioccamente, mi sono sentito sconfitto sul mare e vincente in montagna.

Cronaca triathlon Ostia.
E’ il 30ennale della prima gara di Triathlon Italiana e in pompa magna vengono invitati anche dal Nord Italia i partecipanti di allora. Qualcuno è sovrappeso, ma altri, che erano i campioni di quel tempo, sono ancora tonici anche se a occhio e croce hanno almeno la mia età.
Tuffo tra 300. Solito delirio fatto di schiaffi e calci, mare quasi calmo, ma con un'onda lunga che nasconde la boa di riferimento e una corrente che ti fa scivolare verso sud. Lo capisco quando è troppo tardi e da subito inizio un continuo riallineare la traiettoria. La giusta direzione passa per una respirazione che mi porta a bere, ma se giro la testa a copertura vado storto. Sembra che il problema non riguardi il resto del gruppo ad indicare ancora una volta il pessimo nuotatore che sono. C'è da fare 2 giri da 750 metri ciascuno, ma il posizionamento delle boe è empirico e subito si capisce che il brodo è allungato. Alla fine i precisi nuoteranno almeno 1700 metri e i peggiori(eccolo) quasi 1800... uscendo anche con sensazioni di stanchezza miste alla consapevolezza di aver pasticciato.
36 minuti e spiccetti in acqua. Zona cambio lontana, ma piedi a terra anche l’avessero messa a Roma sarebbe stato meglio. La muta si sfila e ora pedalo subito di buona lena.
4 giri quasi piatti da 9450 metri ciascuno. Felice di aver agganciato 2 biker più anziani di me che pedalano allegri non immagino che dopo appena 4 minuti sarebbe arrivata la scossa.
Ecco un gruppetto di ragazzotti bravissimi, che oltre ad esser stati motoscafi in acqua, ci raggiungono da dietro nel corso del loro secondo giro e mentre mi aggancio al treno prezioso vedo il mio tachimetro assestarsi sui 40km/h.
Sbuffo, sclero e a tratti temo di non farcela, ma tengo botta e mano a mano che voliamo risucchiamo gente(qualcuno si aggancia, qualcuno no).
Primo giro in 15,35, secondo e terzo… tutti in scia qualche secondo sotto a 15(che fa 38km/h di media), ultimo giro, senza i marziani a spingere, intorno a 16 minuti.
Totale 1h 01 e 20 secondi aldilà di ogni previsione.
Cambio onesto, ma nel run all’inizio ho le gambe imballatissime per la bici fatta troppo a cannone.
KM dopo km le sensazioni migliorano e alla fine chiudo in 47 minuti precisi i 10550 metri(gps), comunque sotto a 4.30 con solito miglior tempo run di categoria e 75esimo assoluto.
Suggestivo l'arrivo insieme ad un compagno di squadra giovanissimo in questa gara veramente ben organizzata.
Come detto, mi piazzerò solo quarto e a guardar chi mi ha preceduto, a mia parziale discolpa, va annotato che hanno tutti un fisico scultoreo e ricco di centimetri a lasciar intendere di come fossero stati delle vere macchine da formula uno fino a pochi anni prima.
In ogni caso, studiando i tempi di chi mi ha preceduto, devo ammettere che anche avessi preparato a puntino la gara e anche avessi nuotato quel poco meglio di cui sono capace probabilmente non avrei agganciato il podio lo stesso… quindi accontentiamoci di averli messi in fila nel run.
Delusione diffusa.


Cronaca 21.1 Km a Genzano
E’ la mezza più dura che io conosca. Per specialisti del sacrificio. Farla senza aver scaricato e solo una settimana dopo la gara precedente è alchimia possibile solo per gli Iron Man adrenalinicamente malati.
Siamo meno di 1000 vista la contemporaneità con un’altra gara sul litorale che fa grandi numeri.
Il mio fisico stavolta è all’altezza della situazione.
Sono alto(basso) 171cm, come Kimetto, new primatista mondiale di maratona e anche circa come Gebreselassie e Bekele …. e se rispetto a loro peso 10 kg di più è solo perché altrimenti sarei decrepito.
Via.
5km in discesa intervallati da qualche timida contro pendenza… e da Genzano si scende ad Ariccia, si traversa il celebre ponte dei suicidi e si arriva ad Albano. Fa caldo ma 4.15 c’è, poi d’improvviso il sogno svanisce e proprio quando la strada spronerebbe ad andar ancora in discesa verso il lago di Castel Gandolfo si effettua una virata verso nord e... brusco risveglio... si comincia a salire.
L’ombra diventa alleata, ma il fondo è spesso sconnesso; è umido, ma l’odore dei funghi di bosco non lo percepisco ed è così che sbuffando e arrancando arrivo ai 10km battendo sempre un passo poco più celere dei 5 al km.
10km in 46 e la strada va ancora su, ora con più decisione. Qui il saldo sorpassi comincia a farsi positivo. Chi è più forte di me è avanti, ma da adesso alla fine so già che ne riprenderò molti. E’ dura, si suda, Rocca di Papa è sempre più vicina… finchè al km 14, si torna a batter i piedi forte in discesa puntando Nemi.
3.49 per un km eppure ho subito 2 sorpassi.
Borgo medioevale di rara bellezza, profumo di fragole e di ricordi di gioventù fatti di panna e baci colorati.
Non ci posso credere, da qui… per altri 3km ci fanno scendere ancora fino al bordo lago usando una stradina tanto bella quanto impervia con un brutto acciottolato di cubetti di porfido che a tratti è sostituito da un terriccio bagnato sdrucciolevole. Pendenza al 2-3% ideale per far velocità, ma nessuno mi passa anche se… prudentemente scendo a 4.05/4.10. KM 19 fine dei giochi, da qui al traguardo dobbiamo riguadagnare oltre 150mt di dislivello e infatti ancora pochi passi ed ecco il muro.
Micidiale… alleato.
Fausto che per quasi 20km è stato al mio fianco dando la sensazione di averne sempre di più, mostra la resa(arriverà quasi un minuto dopo) e da qui all’arrivo oltre a passare Franco (amico di tante battaglie a Villa Pamphili) supero almeno altri 10 concorrenti, fino a stramazzare semi morto sul traguardo.
Gara pazzesca.
Forse, se il muro fosse durato ancora un km, avrei(da stambecco) raggiunto il podio… ma quarto è ciò che valgo, quindi è inutile piangere sullo scarico non fatto e bla bla e bla bla.
104esimo su 857 classificati. Quarto su 87 classificati in categoria a 34 secondi dal terzo.
1kg di grana padano, 2 confezioni giganti di frollini e un k-way smanicato il mio premio.
Soddisfazione diffusa.

Fortuna che domenica prossima la 30km di Ostia cui parteciperò prevede premi solo per i primi 60 su 1500 partenti e non ho velleità che sian capaci di farmi mal interpretare la realtà.


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mercoledì 8 ottobre 2014


Ancora un post fatto per scandagliare le particolarità di questo gps Multisport questa volta in modalità run.
Come sempre cercherò di dare un’impronta non super tecnicistica a questa recensione… sia perché non ne sarei capace e sia perché il mondo del running si va espandendo e sempre di più si affacciano a questo sport persone che corrono principalmente per il benessere.
Nuovi easy runners ...che, seppur desiderosi di monitorarsi, non utilizzeranno mai tutte le funzioni disponibili.

Cominciamo con il dire che questo strumento è in continuo divenire un po’ come gli smartphone di ultima generazione.
Infatti, ogni volta che lo collegate al computer per scaricare i dati se è pronta una nuova realise informatica immediatamente parte l’upgrade.
Questo talvolta è spiazzante, perché riaccendendolo non è detto che funzioni tutto esattamente come prima, ma con il tempo ci si abitua anche perché di fatto abbiamo a che fare con continue leggere migliorie.
Vi avevo già detto nella precedente recensione(nuoto ...vedi qualche post sotto)  che contemporaneamente è possibile visualizzare 3 dati. 2 in piccolo e uno molto in grande.
Personalmente, quando corro, preferisco lasciare nel dato in grande la media generale al km… in alto in piccolo a sinistra la durata del training e in piccolo a destra la distanza percorsa.
A questi 3 dati, basilari nel mio standard, aggiungo la funziona di lap al km(ma potete farlo scattare dopo qualsiasi distanza vogliate.. che so… i 400 metri piuttosto che i 5 km).
Così so sempre se un allenamento lo sto prendendo troppo sotto gamaba o troppo di petto.
Bene, nelle prime versioni software allo scoccare del km il gps mi scriveva 1 poi 2.. 3 …etc etc senza evidenziare il ritmo di quel lap… oramai già da un po’ questa lacuna è stata sistemata, anche se il time appare ancora leggermente troppo in piccolo per chi non ha + la vista acuta della gioventù… ma in linea di massima si vede.
Ottima anche la possibilità di inserire il vibra allo scoccare del lap. Considerate che chi, come me, corre spesso per strada in città tra rumori assordanti senza vibra spesso perde i lap. Anche in gara, specialmente nelle maratone affollate, il vibra lo trovo fondamentale.
Un’altra lode che mi preme segnalare è la velocità con cui prende i satelliti quando lo si accende… cosa che si apprezza particolarmente in inverno quando stare impalati al freddo in attesa del beep liberatorio è fondamentale.
Molto preciso anche il cardio frequenzimetro inserito e ricordo ancora come con un unico grande tasto funzione è possibile con un semplice tocco modificare il dato in grande sia ad esempio per monitorare il cuore, sia per vedere quante calorie abbiamo già bruciato... o altro.
Inoltre è indubbio che il tom tom utilizza un sistema di gestione delle curve assolutamente rivoluzionario rispetto a tutti gli altri strumenti sul mercato.
A tutti i gps veniva rimproverato il fatto di regalare metri quando non si procedevain maniera rettilinea.
Con questo strumento è addirittura vero il contrario.
Io lo definisco Talebano… nel senso che è rigidissimo e non ti regala mai un solo metro. 
Pensate che per 2 volte ho provato 4km in pista (10 giri) e per tutta risposta lui mi ha dato una volta 3980 metri e l'altra  addirittura 3970 benchè non fossi riuscito a stare sempre alla corda.
In un paio di uscite in bici di circa 80km lo scarto con il garmin specifico da bici è stato circa di 3/400 metri …ovviamente in meno.
Anche il "biscotto", circuito da 1212 metri(misurato + volte con rotella metrica) situato a 500 metri dal Colosseo di fronte alle Terme di Caracalla, dove sono segnati tutti i km da 1 a 21 è caduto sotto la spada del tom tom. Così è stato che al mio calpestare il segno dei 10km il gps mi riportava solo 9910 metri. Se si pensa che ci sono 2 curve strette a giro si evince come(in 8 giri abbondanti) a spanne ad ogni curva ruba 5 metri.
Ovviamente tutti i percorsi run che avevo misurato con il Garmin 105 mi sono diventati + corti.
Addirittura ne ho uno... dove, partendo da casa, faccio il giro di entrambe le parti di Villa Pamphili che mi è sempre risultatato + lungo di 12km... da un minimo di 12 km e 50 metri a un max  di 12.200 metri; bene con il tom tom è miracolosamente sceso a  11.970.
Anche in occasione della gara dei 3 Comuni avevo sempre qualche metro meno degli altri gps… anche se, correndo all’aperto e principalmente in rettilineo, la differenza tende a diminuire. Mediamente alla fine dei presunti 22300(la gara era almeno 150 metri più corta) è stata compresa tra i 50 e 200 metri . Il tom tom mi ha dato 22010. Mi sento di dire che su un percorso medio(come numero di curve) siamo su una % di errore negativo dell’1% …% che cresce se ci sono molte curve e si annulla in caso di percorso rettilineo.
Eppure è anche vero che è sicuramente + preciso del mio vecchio garmin 105 infatti l’altro mi variava spesso la distanza a parità di percorso fatto, metre questo ha scarti sempre molto marginali. Addirittura su un giro (che per me era da 30km) in 2 prove mi ha dato la stessa identica lunghezza 29790.
In questa mia analisi segnalo come negatività la durata della batteria, che effettivamente è un pò risicata; handicap probabilmente dovuto al fatto che questo gps è leggerissimo.
Concludendo direi che come strumento multisport super tecnico forse non è ancora al livello del garmin 910, ma che a parità di accessori costa molto meno e che alcune ulteriori piccole lacune sono in via di risoluzione. Invece, utilizzato semplicemente nella sua funzione base di gps è strumento perfetto e  in grado di soddisfare le esigenze della la stragrande maggioranza dei runners "normali".


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giovedì 13 febbraio 2014


Ciao ragazzi, oggi non sono sul pezzo per tediarvi sulle mie 'immense' doti da triathleta, ma ho ripreso carta penna e calamaio per descrivervi le grandi potenzialità dell'oggetto in foto.
Grazie a Tom Tom Italy ho avuto la possibilità di testare questo gps da polso e dal mio comodo pulpito credo sia doveroso descriverne le peculiarità senza risparmiargli qualche critica.
Chi mi conosce sa che, nonostante sia stato uno dei primi runner a comprare un gps(il garmin 205) quando nel 2008 il prezzo divenne abbordabile, non ne ho mai fatto uso costante.
Forse questo mio parziale distacco è dovuto all'iscrizione all'anagrafe avvenuta in tempi ormai remoti o anche semplicemente all'aver constatato che, correndo con il gps, tendevo a forzare troppo gli allenamenti lenti preso dall'ansia di sbirciare i ritmi. 
Fatto sta che molti amici arrivarono al gps dopo di me, ma da allora ne hanno cambiati più di un modello, mentre io sono sempre rimasto fermo allo stesso.
Confesso... che ultimamente, da che pratico il triathlon, sentivo il bisogno di ricominciare a monitorare in dettaglio i miei allenamenti.
Infatti, dopo aver quasi raggiunto le 5000 corse in 20 anni... ormai, con o senza gps, sono sempre in grado di sapere con buona approssimazione a che passo sto andando e a che livello di sforzo... in bici e in acqua però questa capacità di leggermi non è altrettanto scontata e... ahimè ...dalla mia non ho altri 20 anni di tempo per mettermi a regime.
Bene veniamo al dunque e... da triathleta ...cominciamo l'Iron-Test del Tom Tom Multisport dapprima genericamente e poi soffermandoci sul nuoto.

Il Gps Multisport della tom-tom è leggerissimo(solo 50 grammi) e ha uno schermo dove è possibile leggere contemporaneamente fino a 3 dati di cui 2 in piccolo posizionati in alto, sia a destra che a sinistra e uno in grande al centro.
Con un solo grande tasto posizionato sotto lo schermo e sensibile ad ognuno dei quattro lati è semplice ed intuitivo tarare le impostazioni e anche cambiarle mentre ci si sta allenando.
Per chi, come me, ha superato i 50 anni leggere i dati piccoli è possibile solo all'aperto e in ottime condizioni di luce mentre scorgere quello grande è davvero alla portata di chiunque sia ancora capace di fare sport.
Interessante e igienicamente geniale... è il fatto che l'orologio può facilmente essere sganciato dal cinturino permettendone una pulizia molto più accurata.
Come tutti gli altri gps che siano anche cardio-frequenzimentri, può essere settato con altezza, peso ed età dell'utilizzatore, così da gestire il numero di calorie bruciate e i vari range di allenamento delle frequenze cardiache.

Nuoto:
Nella funzione nuoto questo strumento non usa il gps ma un sensore di posizione che è capace di memorizzare ogni variazione di direzione... quindi, nella sostanza, di contare le vasche che si fanno.
E' ovviamente anche possibile impostare la lunghezza della vasca così da sapere in ogni momento che distanza abbiamo percorso senza fare calcoli.
Quando si nuota, tra gli occhialetti appannati e la luce che in piscina è sempre ibrida almeno io non riuscivo mai a leggere quasi nulla con tutti i cronometri che avevo usato fino ad adesso.
Sul Tom Tom Multisport invece il dato in grande è sempre ben visibile. Va anche aggiunto che con un semplice tocco(magari dopo la virata) quel dato può essere variato passando ad esempio dal tempo totale al numero delle vasche o alla distanza percorsa.
Personalmente fino a ieri se tenevo alto il livello di concentrazione e provavo un 750 metri(30 vasche) o un 1900 metri(76 vasche) riuscivo a farlo senza perdere mai il conto regolandomi solo sul tempo. Quando però c'era traffico in vasca e mi dedicavo solo ad un allenamento di quantità allora regolarmente perdevo il conto delle vasche che avevo fatto.
Inutile dirvi quanto sia utile questo strumento. Aggiungo poi, per dovizia, che il Multisport in funzione nuoto è anche in grado di calcolare il numero delle bracciate, dato che poi, incrociato con tempo e distanza, consente di ricavarne anche un presunto indice di efficienza.
L'unica cosa criticabile è che, in funzione nuoto, non attiva il gps se si è in acque libere(mare o lago che sia).
E' noto che misurare la distanza se si nuota all'aperto non è facile dato che viaggiando ad una velocità molto bassa(gli amatori nuotano circa a 3 km l'ora e solo i più bravi vanno oltre i 4 km/h) succede che la rotazione avanti e indietro del braccio porta il gps ad andare in errore.
Il suo concorrente, il garmin 910, lo fa, ma ho avuto modo di constatare che il 'suo' presunto correttore di distanza non è affatto preciso ed è forse questo il motivo per cui un'azienda leader nella gestione dei dati satellitari come la Tom-Tom ha deciso di non predisporre questo gioiellino per rilevare la distanza percorsa in mare aperto. 
Purtroppo non tornerò a nuotare in acque libere prima della fine di aprile, ma allora sarò molto curioso di testare questo gps su di una distanza a me perfettamente nota magari mettendolo in funzione run per capire la % di scarto... che poi è sempre in eccesso.
Per ora mi fermo qui e al prossimo post... passerò a scandagliare la funzione bike parlando a fondo anche del cardiofrequenzimetro e soprattutto del sensore di cadenza anch'esso gestito dal gps.
Di solito i post descrittivi di un prodotto vengono letti e non commentati, ma se lo faceste sarò di certo pronto a rispondervi.
Intanto, sapendo che non riuscite a tenere a freno la curiosità, vi lascio il link ufficiale:
http://www.tomtom.com/it_it/products/your-sports/tomtom-multi-sport-gps-watch/


38 commenti
martedì 5 novembre 2013


Post brevissimo con target pessimistico sfascista.
Siamo all'interno di una crisi senza precedenti. Il capitalismo, così come lo abbiamo conosciuto dalla nostra(mia) infanzia ad oggi è alla frutta. La globalizzazione ha spostato poteri e soldi nella maniera più irrazionale possibile. Invece di esportare diritti, abbiamo importato presunti doveri ...doveri di simil schiavismo. 
Una classe politica collusa con ogni mela marcia del pianeta fa finta di costruire uno straccio di futuro su fondamenta impastate di mafia corruzione e menefreghismo verso il prossimo. Lo spead tra isituzioni e cittadini è oltre il punto di non ritorno.
Ogni mattina nuotiamo nel fango di questa vitaccia cercando di respirare quegli scorci di ossigeno che solo la filosofia ci aiuta a trovare... 
...della serie ...: "Bene, ultimamente c'è meno traffico !"
Blade... corre, pedala e ora ha anche preso la prima lezione di nuoto... forse è troppo tardi per brillare alle Olimpiadi, ma magari sono in tempo per diventare un Iron Man(o almeno mezzo).
Tra 5 giorni all'Olimpico del Lago di Vico cerco una risposta... ma se voi avete qualche suggerimento  su come galleggiare meglio(a 360 gradi) lo accetto volentieri

41 commenti
venerdì 20 aprile 2012


Tutto scorre come in un fiume e mai ci si può tuffare nella stessa acqua (foto by RB).
Runnerblade e Eraclito su questa cosa però non la pensavano proprio allo stesso modo.
I miei tuffi infatti si susseguivano uno all'altro sempre nella stessa piscina, dove circola la stessa acqua, ...e dove ...ahimè ...i tempi cronometrici ormai da un pò erano sempre gli stessi.
Oggi però Eraclito ha avuto la sua rivincita e ha conquistato un nuovo seguace... 
4*500 alla stratosferica media di 10.00 netti.
Nell'ordine 10.02;9.36(fino a ieri fantascienza);10.01; e 10.18 rallentando un pò nel finale per il gran caldo(mi ero coperto troppo).
Per cronaca non ho fatto usa di sostanze dopanti(in fondo è sempre un tempo doppio di quello che tiene la Pellegrini)... ma ho indossato la muta ...che davvero muta la prospettiva della nuotata e del divenire delle bracciate.
Ero così su di giri che 20 minuti fa sono pure tornato da 10km a 4.40 e ...ora mentre vado a dare il mio help ai fornelli ...lascio a voi la parola prima che le cose ...divengano troppo.

34 commenti
mercoledì 28 marzo 2012




Intanto non vi dico i commenti di mia figlia mentre mi fotografava !!!!   ...Bene... procediamo |

Qualche giorno fa,  in un commento ad un altro post, sono stato sollecitato a proporre un post sulle specificità del triathlon:
Inevitabilmente ne sono stato colpito.
Il 15 aprile debutterò nel mio primo duathlon.
Il 25 aprile debutterò nel mio primo triathlon(Olimpico).
Bene ...anzi ..male ancora non so nulla di questo sport e già il mio primo via è alle porte.
Passo quindi a fare mie le richieste di quel commento esortando i triathleti e anche gli altri a dire la loro su questa sfilza di domande:

  1. Quale attrezzatura hai comprato e cosa pensi sia indispensabile per un triathleta ?
  2. Quale bici suggeriresti a un neofita ?
  3. Quale muta ?
  4. Come affronti il cambio tra nuoto e bici ?
  5. A 360 gradi ...spara un trucco che hai scoperto essere geniale durante le gare ?
  6. Come quando e quanto prevedi di alimentarti in gara ?
  7. Negli allenamenti quanto dedichi in % ad ogni frazione ?
  8. ...e ....sempre sul versante allenamento... chi, come me, è da 7 nella corsa, da 5 in bici e da 3 nel nuoto sarebbe meglio se... ???
  9. In una gara come il 70.3 o l'Iron Man è prevista un assistenza in caso di foratura ?
  10. Consiglieresti un sito web, tra i tanti, dove questi temi sopra citati vengono spesso discussi ?
Potrei chiedervi anche quale rivista è la migliore per avere informazioni preziose, ma per questo la risposta io ce l'ho già: 
http://issuu.com/zonacambio/docs/zonacambio?mode=window&pageNumber=1 

31 commenti
giovedì 22 marzo 2012


A 4 giorni dal via dalla Madre di tutte le gare, dedico un post alla spiegazione tecnico altimetrica di questo magico percorso.
Intanto va detto che siamo all'edizione numero 38 e la gara pur rimanendo ancorata al concetto che dalla città si va al mare ha mutato spesso pelle, sia nella parte iniziale che in quella finale. Quest'analisi comunque si soffermerà solo sull'attuale svolgimento.
Si parte al fianco del Palazzo dello sport ad un'altitudine non ufficiale di circa 40 metri slm. I primi 300 metri sono in discesa ripida e si percorrono in direzione Roma-Centro cioè... esattamente al contrario rispetto al mare. Quindi, per ora niente mare, ma acqua si e a volontà... quella del laghetto dell'Eur... sopra al quale si passa. Curva a destra e poi subito a sinistra (come fosse una chicane)... ma tranquilli la sede stradale è larghissima. 150 metri di leggerissima salita e prima di intravedere sulla destra l'imponente involucro della nuvola di Fuksas si vira a sinistra verso Viale Europa. Questo è il salotto buono dell'Eur, con tutti i negozi griffati, il fondo stradale è perfetto e la strada assolutamente in pianura e il primo km è andato. Alla fine di Viale Europa siamo di fronte alla Basilica parrocchiale di San Pietro e Paolo di epoca Mussoliniana. Qui si gira a sinistra su Viale Umberto Tupini prima di immettersi quasi naturalmente su Viale dei Primati sportivi, il tutto rimanendo sempre in perfetta pianura, il secondo km si fa da parte e all'altezza del tristemente abbandonato velodromo Olimpico(dove pattinavo da bambino) si gira a sinistra su Viale dell'Oceano Pacifico che è il luogo da dove, molti anni fa, partiva la gara nelle prime edizioni a cui io partecipai(94-95 etc etc). Il terzo km si lascia superare con facilità e poco dopo si gira a destra a riprendere Viale Cristoforo Colombo stavolta verso Ovest. Da qui al mare la strada non cambia più per 17km, ma l'altimetria si e di questa vi voglio parlare. Siamo a circa 25 metri sul livello del Mare e appena entriamo nella Colombo la strada si inerpica. Inevitabile, i km cominciano a durare di più. Sulla destra occhio ai grattacieli(uno non ultimato) e al grande centro Commerciale... stiamo lasciando la città. Il quarto km ancora beneficia del primo tratto in pianura, il quinto poi è vallonato e all'altezza del primo rilevamento vi presenterà un conto teoricamente favorevole(spero sia 21.20). Anche se in realtà rispetto alla partenza saremo circa alla stessa altezza o al massimo solo 5 metri più in basso. Dal quinto al sesto però la strada sale decisa e ci porterà circa 10 metri più in alto rispetto al via. Passado sotto al raccordo anulare, superiamo il sesto km e cominciamo ad avere la sensazione che la strada stia spianando, ma attenzione ...in bici si avverte con chiarezza che ancora un minimo si sale fino al  settimo km. Ora siamo oltre i 50 metri slm, quando d'improvviso la discesa "picchia" proprio mentre superiamo il labaro dell'ottavo. In un attimo siamo scesi a 30 metri di altitudine e da qui ci sono ancora 2 leggere vallonature che comunque continuano ad avere un trend favorevole, passiamo il nono e continuando a battere veloci sull'asfalto arriviamo sotto ai 20 metri di altezza. In questo punto, anche quando c'è vento forte, tutto tace siamo in una conca inaccessibile. Bene. Fine dei giochi. Il carrello delle montagne russe punta dritto in alto. Ora si sale davvero. Dopo poco c'è il decimo che  è sicuramente qualche metro più in basso del via(come non sperare 42.50). In questi 7/800 metri di erta la pendenza è circa del 5% e  solo ultimamente sono riuscito in bici(sputando sangue) a non scendere sotto i 20 km/h ...eppure le migliori lepri etiopi e keniane ci riescono con facilità. Passiamo il campeggio e il simbolo dell'undicesimo km(ovviamente il più lento)... qui il Mare appare in lontananza e la copertura del vento(se c'è) salta. Non lasciatevi ingannare... impercettibilmente ancora stiamo salendo e lo faremo anche oltre il dodicesimo km. Finalmente scolliniamo a 66mt slm. Mancano meno di 9km. Se ancora ne avete è segno che il tempo lo farete alla grande. Lo scorso anno ho corso gli ultimi 9100 metri a 4.01 di media circa al passo che, in quell'epoca d'oro, potevo tenere su un diecimila secco e pianeggiante. Purtroppo passiamo il tredicesimo che già ci siamo giocati una gran fetta di bonus. La discesa vera è lunga circa un km ed è ripida al punto che ultimamente ho letto 60km/h sul tachimetro della bici. Meglio sarebbe stato se la discesa fosse stata più morbida, ma ...questo è ...e ... e allora occhio a non forzare troppo e a cercare un passo gestibile. 
In questa alchimia strategica c'è il succo di questa sfida.

Amo questa gara. Ci ho sbattuto il muso tante volte, sia quando ero in fasce, che quando in adolescenza tentavo follemente sempre il PB; ....oggi son maggiorenne e non la sbaglio più. 
E' tecnica, intrigante, spietata, ma se impari a domarla, la cavalchi come fosse un onda che si infrange rabbiosa sulla spiaggia. E' poesia... quando, fuggendo dalla città, ti unisci a lei in una simbiosi di colori e di suoni (ndr 2011).

Il quindicesimo e ultimo rilevamento(1h 04.30 si auspica) lo passiamo a 15 metri slm... poi si scende ancora mano a mano sempre più leggermente  fino al diciottesimo, quando per circa 1500 praticamente siamo in piano.. o addirittura in leggerissima inapprezzabile salita. Qui purtroppo c'è un'ultima sorpresa, la strada torna a salire palesemente e il mare sparisce alla vista ...per circa 3/400 metri si soffre. E' solo una piccola variazione, ma vi prende quando le forze sono allo stremo, tant'è che termina proprio poco oltre l'altezza del ventesimo km. Qui si scavalla e finalmente il mare si offre nudo a voi. Non resta che gettarsi a pesce in quest'ultimo declivio favorevole e arrivare alla Rotonda dove terminano tutte le sofferenze. Purtroppo ancora si deve compiere un'andata e ritorno di circa 350 metri sul lungomare puntando prima verso nord... ma qui c'è il calore del pubblico ad aiutarvi e sul lato opposto potete vedere correre i vostri compagni... all'andata chi, seppur di poco, vi ha preceduto, al ritorno di chi avete fortunatamente lasciato dietro(Master, Zorro, Stefano Strong etc etc) ...alzate le braccia al cielo, mettete la medaglia al collo ...la mezza più partecipata d'Italia (in 1h 29.59) è finita.

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mercoledì 22 febbraio 2012


Per un post cambio argomento.
Da qualche mese posseggo uno di  questi "aggeggi" in foto. Un ebook per leggere. E' stato un regalo. Con scetticismo ho iniziato ad usarlo... certo che il fascino della carta sarebbe stato irraggiungibile... ed invece pochi click e subito ho rimosso il passato. Come la musica digitale ha superato il vinile, come la foto Jpeg ha semi distrutto la carta patinata, così questo aggeggio è inevitabilmente destinato a soppiantare il libro. 
Certo, sarà più difficile, i classici e i testi di nicchia ancora per molti anni resteranno nei nostri cuori e sui nostri scaffali, ma la lettura dei Best Sellers cartacei ha già gli anni (forse i mesi) contati.
Pesa 170 grammi, meno di un libro di Camilleri, e puo' contenere 1200 testi grandi e ingombranti come quelli della saga di Millenium. Se pedali sulla cyclette, magari preparando Pescara, lo incastri con facilità al manubrio e leggi in tutta tranquillità girando le pagine con un minimo click, è assolutamente impensabile fare la stessa cosa con un libro normale(provateci); ...quando leggete sdraiati a letto con un sola mano potete andare avanti per ore lasciando l'altra sotto le lenzuola. Se cominciate ad avere problemi di vista perchè, come me, soffrite l'avanzare dell'età potete anche non usare gli occhiali aumentando la dimensione del carattere. Qualora vi assalisse un dubbio sul significato di una parola avete sempre il vocabolario in linea ... (anche in Inglese). 
Infine, ad essere corretti, pagate i libri in rete un buon 20% in meno rispetto al cartaceo ... e non dimenticate che con più facilità ci si puo' passare per posta elettronica i testi rispetto allo scambio fisico di un vero libro. Ogni libro occupa circa un mega(meno di una foto).
Io sul mio Kindle ho subito usufruito di un "regalo" di 300 testi ...praticamente tutti i titoli più venduti negli ultimi anni.
Ve lo consiglio caldamente....

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mercoledì 15 febbraio 2012

Aggiornamento corsa: dopo la gara di domenica, lunedì sera 12km defaticanti, martedì riposo forzato per impossibilità di trovare il tempo e oggi allenamento all'alba per essere "libero" di vedere la partita alle 18.30.... e ho fatto benissimo !!!!
Ore 7.00 moglie out per lavoro, desto la figlia che, prossima al coma, rischia di non risorgere in tempo per la scuola e sono già per strada. Il cielo è plumbeo, ma non piove. Appena il gps prende il segnale parto deciso, la gamba sembra aver parzialmente recuperato il "mazzo" di Bracciano(post sotto) ...gongolo ... ma è solo un attimo d'euforia ... arriva il diluvio.
Ignoro. 13km a 4.48, torno a casa zuppo all'inverosimile e alle 9.00 sono puntuale in ufficio dove, non bastasse, mi aspettano una serie di giri in moto che mi regalano ancora una doppia razione di acqua ...ma almeno in questo caso ...mi pagano !
Dopo 17 giorni filati di sole ci sta.
Veniamo rapidamente al titolo:
Così come esiste una regola della massima frequenza cardiaca (220-età), di cui sicuramente avete sentito parlare, e ...sulla quale, genericamente, andrebbero tarati gli allenamenti esiste anche una regola meno nota: Il coefficente di allenabilità che, altri non sarebbe, che il numero massimo di km settimanali che in teoria possiamo fare... questo coefficiente è (120-età).
In realtà io ho letto questa cosa 2 volte e da 2 fonti(importanti) diverse che, anche se con schemini differenti tra loro, nella sostanza erano quasi equivalenti a quanto ho semplicisticamente riassunto.
Personalmente ritengo questa regola valida, ma molto meno ferrea di quella cardiaca, con i miei occhi ho visto 50enni fare oltre 150 km a settimana e viaggiare come treni.
Per carità, anche la regola cardiaca parte dall'assunto(folle) che tutti invecchiamo allo stesso modo e che abbiamo lo stesso cuore, ma se andiamo ad indagare scopriamo che in linea di massima è molto realistica.
Va comunque detto che, anche il coefficiente di allenabilità, se viene applicato ad atleti di medio livello che si allenano con una certa regolarità da molti anni(un pò alla me) alla fine proprio male non va ...soprattuto quando ci(e mi) ricorda che, all'inesorabile passare del tempo, dobbiamo reagire con saggezza senza strafare.
A voi la parola ...sperando che lo spunto sia di vostro gradimento.

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mercoledì 16 febbraio 2011

Domenica prossima Bracciano(giro del lago) è gara e scelta obbligata per chi vuol fare un lungo di qualità in funzione della maratona di Roma. Chi ha pensato questa gara è stato geniale. 34km in una meravigliosa location a 5 settimane dalla Maratona di Roma e non nella settimana precedente o successiva alla Roma-Ostia (che arriverà 14 giorni dopo).
Per i tossici del pettorale c'è quindi la possibilità di gareggiare 3 volte e di salvar capra e cavoli per fare quasi al meglio l'accoppiata delle uniche 2 manifestazioni italiane capaci di vedere iscritti oltre 11500 atleti.
La mia idea è di non farsi prendere "le gambe" e di finire il giro del lago stanco solo quanto basta.
Tra troppo e quanto basta c'è di mezzo quella linea sottile che definerei arte pura.
Spero di chiudere in leggera progressione con un time molto vicino alle 2h e 35, ma sarò alla ricerca di sensazioni più che di secondi... vedremo.
Il post potrebbe chiudersi qui, ma colgo l'ccasione per mettere in coda a questa riflessione un mio(forse presuntuoso) scritto sui lunghi per la Maratona, nato quasi per gioco, che altri non è che la sintesi di molte cose che ho letto(da gente + preparata di me) e di altre che ho direttamente provato sulla mia pelle nelle migliaia e migliaia di km che ho affrontato.
Occhio è lungo 35km ...saltate pure ai commenti se avete fretta ...:DDD

I lunghi sono l’allenamento fondamentale per un maratoneta.

Servono per abituare il corpo ad uno sforza prolungato e far si che si creino i giusti adattamenti sia a livello cardiaco, sia a livello mentale, sia a livello muscolo scheletrico, ma soprattutto servono ad abituarci a bruciare i grassi che abbiamo in abbondanza.

La Maratona è una gara micidiale. Mediamente ogni atleta durante questa gara brucia un numero di calorie pari al peso del suo corpo moltiplicato per i km.

Es: 70-71(peso)*42,2(km)= 3000(circa).

Praticamente nessuno ha nelle proprie scorte zuccheri a sufficienza per riuscire a completare una distanza così lunga.

Regola vuole che, arrivati(circa) a 30 km, la benzina(zuccheri) finisca e a quel punto arrivare alla fine diventi un’impresa e si vada a sbattere contro il famoso muro.

Come riuscire ad evitarlo ?

1) Banalmente, cercando di non tenere un ritmo troppo sollecito che + rapidamente ci porti all’esaurimento delle scorte di zuccheri.

2) Correndo in allenamento i lunghi necessari agli adattamenti sopra citati, magari provando a farli in leggera progressione di ritmo. .. o anche a sovrapporli(2 ravvicinati da 20km possono valere uno da 30km)

3)Alimentandosi in maniera adeguata… quindi molto e con molti carboidrati prima di fare un lungo, quando non si è certi di finirlo, ma anche alimentandosi pochissimo in totale deplezione di carboidrati quando invece si è certi di poter percorrere la distanza.

Esempio: chi deve fare 30km ed è ai primi tentativi è meglio se corre con le scorte cariche… ma lo stesso atleta se ne deve correre 22-25 e sa che a quel livello sicuramente ce la fa …allora meglio sarebbe se decidesse di correre “scarico” in modo che negli ultimi km di quel allenamento relativamente lungo comunque “costringe” il suo corpo ad utilizzare i grassi.

L’atleta che corre da molti anni e che ha corso molte maratone ha già creato quegli adattamenti e a lui servono soltanto dei “richiami” necessari per ricordare al proprio corpo(che ha memoria storica) cosa si deve preparare ad affrontare.

Per il neofita i lunghi necessari a correre una maratona teoricamente non sono mai abbastanza …ma è altresì vero che ad ogni lungo da una parte ci si abitua(adatta), dall’altra ci si stanca e di sicuro quando ci si presenta al via di una maratona la regola numero 1 vuole che si sia riposatissimi.

A che ritmo correre i lunghi e che tempo aspettarsi di fare su una 42km ?

Il ritmo con cui è più efficace correre i lunghi è strettamente dipendente dal tempo che ragionevolmente si può sperare di fare in Maratona, ma quasi mai è conveniente farlo oltre i 15 secondi al km + lento del RG.

Non è facile centrare il proprio target, talvolta si è troppo prudenti, talvolta troppo baldanzosi.

Diciamo che prendendo a riferimento il tempo al km che si tiene su un 10.000 e raffrontandolo con il tempo che riusciamo a tenere sulla mezza è possibile provare a supporre il giusto ritmo per una Maratona raddoppiando i secondi che differenziano le prime 2 prestazioni.

Gli atleti d’èlite e qualche amatore di alto livello mediamente perdono solo 6-8 secondi a km tra i 10 e i 21.1km e altri 12-15 secondi al km tra i 21.1 e i 42.2km.

Gli atleti evoluti(anche medi… “tipo me”), quelli che si allenano da molti anni preparando sempre le maratone, di solito perdono 10 max 15 secondi tra i 10km e i 21.1km e il doppio quindi altri 20 max 30 secondi tra i 21.1 e i 42.2km

Di solito più si è lenti e più è difficile stare in questi parametri.

Questi Parametri ci dicono che normalmente chi fa 10km in 40.00 (4 al km) dovrebbe fare la mezza sicuramente in meno di 1h e 30(4.15) e la maratona ampiamente sotto a 3h e 20(4.45)

In questo momento io valgo circa 40 netti su 10km(4.00); 1h 28.30 sui 21.1(4.12) e circa 3h e 15(4.36 in Maratona).

Quindi perdo 12 secondi tra 10km e 21.km e il doppio 24 tra mezza e maratona.

Chi fa 42.30 sul 10.000 basta che aggiunge i 15 secondi a tutti i tempi precedenti e ottiene: 1h e 35 sulla mezza e poco meno di 3h e 30 in Maratona.

Un altro parametro previsionale che spesso viene usato(secondo me è un po’ troppo ottimistico e vale solo per chi è allenato alla grande) è quello che suggerisce di aggiungere 1 secondo ad ogni km in + di qualsiasi distanza dai 5km ai 42km.

Certo, chi fa 50.00 su 10km è molto più difficile che possa sperare di perdere allo stesso modo di chi fa 40.00.

Si parla infatti di un indice di deflessione tanto più alto quanto più lenti sono i tempi.

Cio’ non toglie che un’atleta che corre 10km solo in 50.00, ma che si allena da molti anni e ha corso molte maratone, sia ragionevole pensare che corra la mezza in 1h e 52 a 5.20 (+ 20) e la Maratona tranquillamente sotto a 6.00(+40) al km quindi in 4h e 10.

In realtà tra gli atleti che corrono da poco è facile constatare che la maggioranza di loro corrono i 10.000 ad un ritmo che se paragonato alla maratona è molto migliore(ben oltre il minuto al km).

Quando il differenziale tra le 2 gare (10km-42.2) sta ben oltre il minuto è segno che o la maratona non la si è ben preparata o che, gli “adattamenti” prima citati, non sono affatto riusciti… quindi che l’atleta non è ancora evoluto ed è un maratoneta incompleto.

Tutti quei maratoneti(e sono la maggioranza) che vi dicono che fino al 30esimo(ma anche 35esimo) stavano bene e poi “qualcosa” è andata storta e hanno impiegato tempi biblici per fare gli ultimi km è segno che o non hanno fatto una giusta preparazione o che ancora non sono padroni della distanza o anche che hanno veramente presunto troppo(tentativi di PB velleitari).

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mercoledì 9 febbraio 2011

Ogni giorno sembra susseguirsi agli altri in una nebulosa routine, specie d'inverno; eppure basta tenere antenne ed arti inferiori reattivi per cogliere particolari e piccole novità (non necessariamente positive) che alla fine della fiera sono il sale della vita.
  1. A fine novembre il Milan aveva già virtualmente vinto lo scudetto, l'inter era sbriciolata, la Lazio un fuoco di paglia, le altre squadre poca cosa... inutile dedicarci tempo e passione ... invece... a volte i campioni ritornano...
  2. Lo Psiconano salva le chiappe pagando qualche "nobile" deputato sia a destra che a manca e si ricandida a regalarci altri 2 anni e mezzo di degrado ...inutile illudersi che ... invece ...quelle chiappe sono di nuovo in graticola perchè i suoi soldi son finiti ...anche ...sotto alla gonnella sbagliata ...
  3. Marchionne poi... mette la pistola alla tempia degli operai presentandogli un contratto non rispettoso neanche dello statuto dei lavoratori ...è certo che la logica del prendere o lasciare in un mondo alla canna del gas lo porti ad una beatificazione plebiscitaria ...invece, pur salvando temporaneamente il culo, si apre ad uno scenario che vede ad un passo dal baratro lui, l'azienda e i lavoratori.
  4. Nel mio divenire di lettore ho letto l'ultimo libro di Follet(La caduta dei giganti) partendo con un grande entusiasmo e finendo un pò deluso, poi ho affrontato l'ultimo Faletti(Il venditore di donne), convinto di sprecare il mio tempo ed invece l'ho trovato geniale... passan pochi giorni e l'alchimia si ripete: comincio Umberto Eco(Il cimitero di Praga), ricco di speranze e ... lo lascio a metà svuotato di energie; per disperazione cambio stile e genere e mi dedico ad una saggio di Federico Rampini(Occidente estremo) sulle differenze tra il modello americano e quello cinese con la convinzione di addormentarmici sopra ...invece è affascinante e scopro con gioia che una pagina tira l'altra.
  5. Ovviamente chiudo con la corsa... dopo 2 mesi di pioggia a dirotto e la fregatura di Pisa ero certo che avrei perso un pò di entusiasmo ...invece, qualche giorno di ferie e questi primi 17 giorni dell'anno ricchi di sole e temperature miti mi hanno rimesso la dinamite nelle gambe: sabato, pur carico di km, ho fatto 4*2000 a 7.50 e non contento c'ho piazzato sopra un altro 1000 a 3.47 e ieri andavo da Dio per nulla affaticato.
Sperando che anche per voi questo sia un momento particolarmente prolifico di "ognicazzatapossibile" vi auguro buone corse e ...se ci siete battete pure un colpo.

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lunedì 17 gennaio 2011

La prossima settimana come si dice a Roma ci toglieremo la sete con il prosciutto.
Finalmente capiremo se il B. per eccellenza (ovviamente parlo del B. Premier) riuscirà a reggere botta riguardo alla mozione di sfiducia che gli è stata presentata dai suoi alleati.
Qualche giorno dopo vedremo pure se il B. ciccione(stavolta parlo del B. attuale allenatore dell'Inter) riuscirà a vincere il Mondiale per Club e quindi, anche lui, a salvare la poltrona.
Certo paragonare i due quesiti puo' apparire blasefemo. Le INTER-Vicende importano a pochi e nulla o "quasi" mutano per il nostro paesello, ma su questo Blog io do loro eguale spazio.
Il menù prevede poi, a fine pasto, la ciliegina sulla torta: l'altro B. (the Blade) proverà a non andare a sbattere contro il marmo della Torre di Pisa.
Forza, giù con i pronostici, gli sfottò, le riflessioni profonde, le caxxate a bruciapelo e le considerazioni dietrologiche.

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giovedì 9 dicembre 2010

Piove sulla favola bella che ieri mi illuse (under 180) e oggi mi illude (pi-greco time).

Piove su questo governo ladro(di sogni e molto altro).
Piove sui giovani che protestano nelle piazze e sugli immigrati che fuggono sulle gru(credeteci).
Piove su nani e ballerine (ma potrebbe pure pioverci di più).
Piove ...anche se c'è ancora poco futuro e poca libertà (...e molti si riempiono la bocca con parole più grandi di loro).
Piove sui miei allenamenti serali (ma non mollo).
Piove poco sull'opposizione (è al riparo) ...non piove più su Monicelli.
Piove sulla nostra cena sociale, ma siamo 60 e ...ammazza quanto magnate !
Piove o non piove domani faccio 30 km di cui 21 frazionati a RG-3.
Piove così tanto che alcune volte, per paradosso, c'è meno traffico.
Piove ...anche se ieri sono andato al mare(per lavoro) con la moto e ho chiacchierato 10 minuti con il grande Yo'.
Piove sugli argini del Tevere che già ieri sera cantavano ..."nun te regghe più".

e aspiette che chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto ll'aria s'adda cagna'
ma po' quanno chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto ll'aria s'adda cagna'

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venerdì 3 dicembre 2010

Per ora ho visto solo i puntini

Per ora ho visto solo i puntini

Contatore ripartito il 10/10/2009

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