Chi fa le tabelle e a chi le fa ?

Pubblicato da GIAN CARLO giovedì 5 giugno 2008

Alle Olimpiadi di Atene del 1896 il terzo classificato alla maratona maschile(esisteva sollo quella) finì oltre le 3 ore.


Oggi a Londra con 2h e 6 non vai sul podio.


Il merito è di 1000 cose. Vediamone alcune.

C'è il miglior benessere generale(diciamolo piano altrimenti ridono o piangono tutti), c'è lo sport nelle scuole(a dir la verità da noi pochino), c'è l'alimentazione(eppure mangiamo molta più roba taroccata...e spesso solo molta più roba), ci sono le scarpe da running, che ogni anno perdono 5 grammi e ammortizzano di più(poi però siamo tutti qui a combattere con tendiniti, contratturine, erniette etc etc), ma finalmente e reggetevi forte oggi ci sono le tabelle(Quelle fatte dagli allenatori).




Tutto chiaro ? Noooooooo, allora spiego:

Non tieni alla distanza: fai i medi.

Hai le gambe imballate: concludi gli allenamenti con gli allunghi.

Hai un momento di calo poco prima della fine, poi però risorgi e chiudi da Dio: ripetute non al massimo, ma bada bene che il recupero sia attivo.

Dopo la maratona è passato un mese, ma ancora fatichi: salite, salite e ancora salite che bisogna ripristinare il tono muscolare.

Quando il percorso presenta saliscendi la tua prestazione decade oltre la media: fartlek su percorso collinare.

Hai la sindrome del muro del maratoneta: fai solo allenamenti lunghi e lenti, ma conditi da finale in forte progressione.

Sei un neofita: alterna passo e corsa e, se non ti fai due palle così, vedrai che tra un anno vai a New York e fai un figurone.

Insomma chi più ne ha più ne metta.


Ho corso abbastanza per sapere che se in 10 facciamo circa gli stessi tempi e tutti seguiamo la medesima tabella, qualcuno ne trae un gran giovamento, qualcuno poco, qualcuno soffre solo per rimanere al punto di partenza e qualcuno (succede) ci va pure sotto.
Semmai tutti guadagnano qualcosa (umanamente parlando) se l'hanno condivisa insieme, con gioia passione e spirito di sacrificio.


Ritengo quindi che il bravo allenatore è quello che, come un sarto, ti cuce la tabella addosso, e ti mette nelle condizioni di arrivare al 101% sul tappetto rosso.


Poi mi verrebbero in mente almeno altre 100 cose, ma credo che per oggi la carne al fuoco sia fin troppa...non fatemela bruciare...aspetto suggerimenti.


11 commenti

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  1. Cristian ha scritto:
  2. Hai perfettamente ragione, ho seguito una tabella di Massini a Marzo 2007 ed ho fatto 3h 01', ho aumentato i km ed i lavori specifici per quella autunnale (Firenze), in compagnia di un maratoneta fortissimo, credendo di accumulare margine, ma sono scoppiato con anche vari problemi fisici che non elenco, ma sottolineo... sono arrivato all'evento troppo cotto!
    Quindi non è detto che si può improvvisare sulla preparazione, non siamo tutti uguali...

     
  3. GIAN CARLO ha scritto:
  4. Massini l'ho conosciuto personalmente, penso sia molto preparato(per quel che vale il mio pensiero), ma anche nel caso che la seconda tabella te l'avesse rifatta lui (tramite un sito o stampandola di getto, non è detto che saresti andato bene.
    Se invece ti avesse conosciuto a fondo, e avesse scritto qualcosa proprio per te adattandola ai tuoi tempi di recupero al tuo lavoro, alle tue voglie e ai tuoi limiti(e al limite variandola anche in corso d'opera) sicuramente scendevi sotto le 3 ore.
    Comunque è solo questione di tempo.
    Con 1h e 22 sulla mezza e 40 anni all'anagrafe ancora 1 max 2 tentativi e fai 2h e 57

     
  5. Mathias ha scritto:
  6. certo per eccellere non si può lasciare all'improvvisazione. Io però le tabelle non riesco ancora a seguirle. Mi ci ispiro, ma se gli amici mi dicono "aio vieni a farti 15km" nonostante abbia in programma un allenamento diverso, bè non saprei resistere al richiamo del gruppo!! Piano piano metterò la testa a posto :)

     
  7. GIAN CARLO ha scritto:
  8. Mathias sei un esempio !
    Non mettere la testa a posto, è già a posto.
    Io, da che ascolto il richiamo del gruppo, ho perso in gara meno di quanto ho guadagnato in salute e tranquillità.
    Solo che, nel tuo caso, essere vecchio e saggio a 28 anni è una cosa da paura, anzi da serial Killer.

     
  9. franchino ha scritto:
  10. La qualità di un buon allenatore è quella di plasmare, o comunque creare una tabella soggettivamente all'atleta. Per fare un esempio Gigliotti in una intervista ha detto che Baldini non avrebbe potuto mai seguire gli allenamenti che faceva Bordin. Campioni entrambi ma con motori differenti.

     
  11. Paolo ha scritto:
  12. Ad avercelo il motore...:)) Mi sa che funziono a spinta io..cmq bel post! Effettivamente la tabella non è altro che un allenatore generico per i tapascioni come noi! Certo, se poi si vuole fare le cose in grande il discorso cambia..
    Nel mio personalissimo caso ho migliorato un bel pò seguendo le tabelle first e ora quella di Sergio Cecconi (allenatore federale..lo dico perchè fa figo!) che ho trovato sul web..certo bisogna sempre dare ascolto al proprio corpo e comunque sia cercare di divertirsi il più possibile!
    Mai perdere di vista l'obiettivo della salute e del divertimento.

    PS A proposito oggi ho mandato a quel paese il programma e mi son fatto le ripetute a ritmi psicologicamente ganzi! Eh eh ogni tanto ce vo'!

     
  13. GIAN CARLO ha scritto:
  14. Grazie del contributo, direi che siamo(almeno noi) abbastanza in sintonia.
    Tabella Si(addirittura meglio se personalizzata), ma con un occhio(anzi 2) ben aperto a variazioni dettate dagli umori, dagli amici, dal vivere quotidiano etc etc.

     
  15. franchino ha scritto:
  16. Tabella sì e, come ho risposto ad un recente post di Spaghetto, in caso di necessità bisogna fare come dal barbiere, si dà un'accorciatina e un'aggiustatina, nel senso che in base alle condizioni dell'atleta ci possono essere lievi modifiche. D'altronde mica siamo macchine!

     
  17. Furio ha scritto:
  18. In effetti le tabelle generiche che si trovano in giro difficilmente vanno bene per tutti; a me è capitato poi di preparare una mezza maratona con la stessa tabella..sono riuscito a prepararla bene la prima volta ed ho dovuto lasciar stare la seconda.
    Ultimamente, con la mia poca esperienza, cerco di cucirmele addosso, modificandole a seconda delle mie esigenze, ma lasciando inalterato il succo.
    Se è cosa giusta non lo so, ma in fondo chi se ne frega, sono solo un appassionato amatore :)

     
  19. GIAN CARLO ha scritto:
  20. @Franchino, quella del barbiere mi sembra un'ottima metafora, anche se credo che si adatta poco alle donne.
    Loro se vanno dal parrucchiere spendono 100 euro e perdono 3 ore altro che una sforbiciatina ad un mille o al suo recupero.
    @Furio, la filosofia deve essere quella, temo però che siamo più bravi a dircelo che a farlo veramente.

     
  21. Ezio ha scritto:
  22. Bello sto post.

     

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