Ormai sul blog scrivo raramente, ma quest'ultima avventura meritava carta e penna e mi scusino i miei fans se in foto ho la barba lunga... ma, quella mattina, la sveglia era puntata alle 6.00 e anticiparla ancora per rendermi passabile non mi è sembrato un agire da personcina responsabile.
Comunque, ben colazionato, caffettato e adrenalinicamente carico, sono pronto alle 8.45, così come da testimonianza visiva, per la partenza della Gran Fondo: La Garibaldina, in quel di Mentana, una manciata di km a nord di Roma.
3000 ruote... o, se preferite 1500 ciclisti, si son dati proprio qui appuntamento per darsi battaglia su 2 percorsi durissimi.
Uno da circa 85km con oltre 1000 metri di dislivello e l'altro da 135km con dislivello che sfiora i 2000 metri.
Scelgo di partire a centro gruppo con Giancarlo C. anche se ero arrivato a Mentana con l'altro amico Giorgio S. che invece ha scelto di piazzarsi quasi davanti.
Per scattare tra i primi ci vuole coraggio, perchè ci sono molti che nelle curve iniziali son pronti a ucciderti pur di piazzarti la ruota davanti.
Ignoro. Non ho avversari, solo la voglia di riscattare la prova dello scorso anno... quando, ancora poco allenato, ho finito il percorso lungo che molta gente aveva già ritrovato la porta di casa.
9 e qualche minuto. Via.
Per far passare 1500 podisti sotto l'arco del via usando una strada di media grandezza ci vuole circa un minuto, massimo un minuto e 30. Per far passare 1500 ciclisti non bastano 10 minuti... a vostra cultura.
Con prudenza prendo le ruote di Giancarlo. Nei primi 3 km il percorso è tortuoso con 2 strappi importanti, che a freddo ti spaccano le gambe, ...poi, pur non essendo mai piatto, la vallonatura si regolarizza e la gamba trova coscienza. 
Dopo 15km, su una breve salita di circa 400 metri al 10% perdo la ruota amica e resto solo.
Niente drammi... era nelle cose, Giancarlo è più forte in salita, se non fosse successo qui, sarebbe accaduto più avanti... inoltre Giorgio è più forte in pianura... quindi sarà difficile riprenderlo... ma calma e gesso non ho avversari... solo la voglia... di riscattare... etc etc.
Il mio computer mentale mi ricorda che nel 2013 allo scoccare della prima ora avevo da poco perso la media dei 30km/h sul conta km transitando in 29.5 e quando le salite avevano continuato a susseguirsi ero stremato e avevo finito la gara sotto ai 25km/h in oltre 5h e 30.
Stavolta è un altro film..., i miei amici saranno pure avanti, ma io vado che è un piacere, scatta la prima ora che ho già percorso 32.6 km.
Al quarantesimo c'è il bivio e bisogna scegliere se virare per il percorso corto o proseguire su quello lungo. Quasi tutti (come sempre) scelgono il breve, ma chi è Iron Man non può porsi neanche la domanda. Lungo.
Al 50esimo km, con oltre 500 metri di dislivello già archiviati e altimetricamente posizionati oltre 100 metri più in alto rispetto alla partenza sono ancora oltre i 30 di media. Ben 3km/h più veloce dello scorso anno e con consapevolezza di aver energie da vendere. Parte la salita vera. Prendo il mio passo e senza mettere mai il 28(che è il rapporto più agile del pacco pignoni) vengo su con naturalezza. Dopo una breve discesa la strada torna a salire e intorno al 63esimo sto per scollinare sulla seconda dura asperità di giornata quando intravedo la sagoma di Giorgio un tornante davanti a me mentre sale con rapporto agile insieme ad un suo compagno di squadra. Sapendo quanto lui sia forte in piano e sulle discese non tecniche faccio uno sforzo e lo vado ad agganciare prima della cima. Dalla partenza... gli ho recuperato circa 2/3 minuti.
Il tempo di salutarci e di sapere che Giancarlo lo ha passato da poco e subito partono 6/7km di leggera discesa con vento a favore dove il conta km non scende mai sotto ai 50km/h e la ruota anteriore della mia bici resta fissa a mezzo metro dalla posteriore di Giorgio.
Al km 72, prima che inizi l'ultima lunga e vera salita della gara(dopo questa rimarranno ancora altre 2 erte ripide, ma brevi) siamo tornati a 29.6 di media. 
Di questo passo chiudere intorno ai 28km/h e addirittura  sotto le 5 ore è plausibile... a meno che ...a meno che ...tuoni fulmini e saette.
Diluvio universale. 
Attacca a piovere come se non ci fosse un domani.
Ho con me un'insignificante kway per il running(in realtà solo un timido anti vento). Lo indosso. In salita fortunatamente i battiti salgono e la percezione del freddo è minore. Ancora poche pedalate e siamo in paese... quando, proprio sul punto più duro dell'ascesa, arriva lo scroscio più violento. 
Analisi: non ho un anti pioggia adeguato, non ho uno straccio di cerata e mancano 56 km all'arrivo, la maggior parte dei quali in discesa. 
2 ore di calvario e di rischi immensi se si considerano, le buche, la scivolosità della strada e gli occhiali appannati.
Vocina: Fermati. E' solo un training. Come trovi un riparo al caldo. Fermati.
In piazza c'è un bar. Smonto dalla bici ed entro che ho già deciso. Non riparto.
Ho tonnellate di energie in serbatoio , non devo dimostrare niente a nessuno. 
Breve consulto con Giorgio, che invece è ciclista doc, queste sono le sue gare, ha una mantellina adeguata e con coraggio riparte promettendomi di venire a riprendermi in macchina dopo l'arrivo. 
E' mezzogiorno, considero che ci vorranno circa tre ore, ma sono tranquillo, il bar non è caldissimo, ma rispetto all'esterno è la savana.
Siamo a Montorio Romano, sul cucuzzolo della collina a 650 metri sul livello del mare, il termometro è sceso sotto ai 10 gradi e  vento e pioggia impazzano.
Appoggio la schiena al mobile bar dei gelati che manda calore, mi asciugo alla meglio e mi danno un giornale che metto a contatto con la pelle per isolarla dalla maglia bagnata.
Sembro un clochard. Non ho un euro, ma con qualche battuta e parlando di calcio... scrocco un caffè.
Ormai l'effetto battiti alti è finito e avendo sempre pantaloncini zuppi addosso il freddo non mi molla, è gestibile, ma non passa... a tratti sembra peggiorare e a tratti scema ...ma non passa.
Keep calm ne vieni fuori.
... Infatti ...ne vengo così fuori che alle 13.00 il proprietario del bar caccia fuori gli ultimi compaesani impegnati con i campari perchè lui va a mangiare. 
Riapre alle 15.00 e si sappia che più avanti c'è un altro bar... ma anche quello di domenica chiude a pranzo. Nessuno si preoccupa di fornirmi indicazioni sul come ripararmi.
Addiaccio. 
La pioggia è meno intensa, ma anche gli ultimi ciclisti son già passati e se provassi a tornare ora rischierei anche di sbagliare strada, che poi in effetti da qui all'arrivo la strada più breve è solo di 18km.
L'avessi saputo prima, invece che fermarmi qui sarei andato al traguardo in bici tagliando di molto il percorso di gara ufficiale, quando ancora avevo con me un pò di calore. Ora non ne ho più.
Trovo riparo sotto una tettoia, ma fa freddo, le mani tendono al blu. Così non posso resistere.
O chiamo il 113 o busso a qualche porta... e se non rispondesse nessuno ...panico.
Non c'è anima viva. Transita veloce solo qualche automobile con tergicristalli attaccati e finestrini serrati.
Decido di correre. So di non poterlo fare per 2 ore di fila, ma intanto ci provo.
Timidi tentativi. All'inizio ancora più freddo, poi sembra meglio. Sembra ??
Con le scarpette bici rischio di scivolare di continuo e considerando che ho i piedi bagnatissimi decido sia meglio toglierle e continuare a correre solo con i calzini.
Geniale. Ci riesco. 
Piedi a parte, dopo 6/7 minuti comincio a capire di stare meglio. Faccio un giro di quasi 100 metri per tenere la bici a vista e per non essere costretto ad andare troppo in salita o in discesa. 
2 Ore così ? Oltre 20 km ? Circa 250 Giri. 
Deliro. E delirando torna la percezione di non farcela... inoltre i calzini si bucheranno...non oso pensare ...intanto keep calm and run slowly. 
Morire sotto l'acqua proprio ora che sono diventato un discreto nuotatore è una beffa del destino.
Terribile. Sensazione di scollegamento dalla realtà... quando... finalmente... dal nulla ...si materializza un passante con ombrello.
Mi avvicino, mi guarda spaventato con  quei fogli di giornale che mi escono dalla maglia.
Gli chiedo dove posso trovare un riparo e mi indica un ristorante qualche centinaio di metri più lontano spiegandomi la strada.
Recupero la bici, ma spingerla con in mano casco k-way telefonino guantini e scarpette è difficile e poi con il freddo non riesco a gestire le mani. Finalmente riesco ad indossare il casco a inforcare scarpette e occhiali e a risalire in bici.
Sono tra il blu e il violaceo elettrico... quando finalmente parcheggio la bici nel giardinetto del locale e entro.
Un ragazzo(o un angelo) mi accoglie e appena mi vede senza farmi neanche parlare mi aiuta a piazzarmi davanti ad un camino scoppiettante.
Tremo. Non sento le mani... ma da subito acquisisco la consapevolezza che il peggio è passato.
Son stato fortunato... il peggio poteva passarmi a prendere.
Tutto è bene quel che finisce bene.
Non sono trascorsi 45 minuti che ho già usato un phono, messo una maglia asciutta, mangiato un piatto di tagliatelle al ragù fatte a mano e bevuto un quartino di vino rosso gustando una salsiccia alla brace con patate... dolce fatto in casa... e naturalmente caffè e grappino.
Alla fine Giorgio arriva con il suo suv al ristorante e seduto comodamente a tavola mi racconta di quanto freddo abbia patito fino a valle. La pioggia è stato un incubo, non vedeva la strada, ha avuto paura. Vengo a sapere che parecchi ciclisti sono caduti in discesa. Molte ambulanze si sono date la spola e alla fine è dovuto arrivare anche l'elicottero perchè un ragazzo è finito in un burrone.
Questa storia non ha una morale... e nulla mi ha insegnato ...chissà se ricapitandomi una cosa analoga mi comporterei diversamente o ancora così ...ma mi sono sentito in dovere di raccontarmela offrendola anche a chi, come sempre, ha avuto la pazienza di sedersi qui, davanti al camino, con me a leggerla.

41 commenti

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  1. Ciccò ha scritto:
  2. che dire, Gianchi...nel ciclismo gli amatori son tutti stessi
    (chi frena per primo è un asino)

     
  3. GIAN CARLO ha scritto:
  4. @Ciccò, la bici mi piace e con il tempo ho scoperto pure di non essere lento, ma non sarò mai un ciclista docg.
    Se piove... o vado a correre o meglio ancora in piscina, quindi non ci farò mai il callo.

     
  5. nino ha scritto:
  6. minchia (licenza poetica)

     
  7. MauroB2R ha scritto:
  8. follia pura...il solo pensare di stare ad aspettare 3h in un bar..
    poi va beh..tutto è bene ciò che finisce bene! :-)

     
  9. GIAN CARLO ha scritto:
  10. @Nino, temevo di farti passare la voglia di passare al triathlon.

     
  11. GIAN CARLO ha scritto:
  12. @Mauro, se il bar non avesse chiuso non sarebbe stato gravissimo e fuori era tosta.

     
  13. Brontorunner ha scritto:
  14. La morale della favola e' chiara: la prudenza a volte e' la migliore dimostrazione di intelligenza e saggezza. Chi la ignora non e' coraggioso ma coglione.
    Grande RB: la scena della corsa con i calzini per scaldarti e' fantastica.

     
  15. Brontorunner ha scritto:
  16. P.S.= a pensarci bene, il tuo post mi ha collocato nel punto piu' distante rispetto a qualsiasi velleita' di darmi al ciclismo :-)

     
  17. Alex B ha scritto:
  18. Che dire... me cojions!

     
  19. Mauro Battello ha scritto:
  20. oh finalmente un post divertente :D basta matematica :D :D :D
    come dice Brontorunner forse è stata una sana scelta la tua, col senno di poi sicuramente, se in futuro ti ricapiterà valuterai al momento!
    certo che aspettare tutto quel tempo in quelle condizioni dev'essere stato surreale, mi ti immagino bagnato come un pulcino che corri scalzo nelle pozzanghere AHAHAHA per scaldarti IHIHIHIHI
    bravo nonno RB, più invecchi e più diventi forte, saggio e multidisciplina :D :D :D

     
  21. theyogi ha scritto:
  22. una cosa l'ho imparata: praticare sempre zone ad alta densità ristoranti/bar..... e aspettarsi sempre il peggio! ;)

     
  23. GIAN CARLO ha scritto:
  24. @Yo, e comunque la bici non è la corsa... puoi trovartii a metà strada tra Villaggio Tognazzi e il dazio e arrivare a casa messo malissimo.

     
  25. GIAN CARLO ha scritto:
  26. @Maurè, ti auguro un passatore asciutto freso e moderatamente ventilato... ma se saranno cazzi... ti verrò a leggere ancor più volentieri.

     
  27. GIAN CARLO ha scritto:
  28. @Leo, in realtà l'ho romanzata e caricata proprio nella speranza che tu ti tenga lontano dal triathlon... di fenomeni è già troppo pieno il mondo e se continui solo a correre viviamo tutti + tranquilli(a partire dal coach)

     
  29. GIAN CARLO ha scritto:
  30. @Squonimo, in un qualsiasi villaggio della barbagia sarebbe potuto accadere allo stesso modo. Che si sappia.

     
  31. Brontorunner ha scritto:
  32. Io fenomeno da baraccone al massimo!

     
  33. Beh questa volta è andata così, ne hai fatto comuqnue esperienza, ma con il senno di poi è più semplice valutare.Probabilmente anch'io avrei fatto così

     
  34. Gianmarco Pitteri ha scritto:
  35. La corsa con le scarpette da bici e poi solo con le calze... a quel punto ti conveniva partire con una sessione di addominali - piegamenti sulle braccia - squat, meno vesciche alla fine! Comunque EROE vero!

     
  36. orlando ҉ magic ha scritto:
  37. mio Dio che racconto!

     
  38. Tosto ha scritto:
  39. Queste sono le cose che non dimentichi più! bell'avventura .. mi viene in mente quando due anni fa feci punta Veleno, sopra il lago di Garda, da solo colto dalla la grandine. In cima alla salita neve, acqua e io solo come un cane... storie che ti temprano :)

     
  40. Master Runners ha scritto:
  41. Se continuavi, piano piano, avresti sentito freddo ma non così tanto.
    Nte posso lascià solo 'na vorta!

     
  42. Mauro Battello ha scritto:
  43. ihihihihi me la sono cercata :D :D :D

     
  44. Kikko ha scritto:
  45. Letto ieri sera dal telefonino,riletto oggi dal pc...e non mi stancherei di farlo un altra volta...racconto incredibile da libro...secondo me questa avventura per uno che ha fatto centinaia di gare tra cui 35 maratone e un Ironman merita di stare nella top ten...fossi in te farei una medaglia apposita!
    Ciao Giancarlo...a presto.

     
  46. GIAN CARLO ha scritto:
  47. @Kikko, la 36esima medaglia la voglio prendere a Torino a novembre ma prima o dopo almeno un caffè insieme ce lo dobbiamo pur fare.

    @Maurè, e comunque sia chiaro che tiferò per te e mi auguro che ti fili tutto liscio come l'olio(te lo meriti)

     
  48. GIAN CARLO ha scritto:
  49. @Gianlù, hai ragione... ma se il bar non chiudeva avevo evitato di fare la discesa pericolosa con quel tempaccio.
    Il problema è che non sono ciclista... Giorgio e Giancarlo(per esempio) in questo momento non è che in bici sono tanto meglio di me ma loro vivono le 2 ruote come il loro sport numero 1... mentre io resto un runner che fa triathlon(ed è diverso).
    Io sono partito per fare un allenamento, non avevo scaricato e non me ne fregava niente se ci mettevo 10 minuti di più o di meno e se avesse fatto 2 gocce di pioggia prima avrei virato per il percorso medio... mentre loro erano venuti qua per fare gara.

     
  50. GIAN CARLO ha scritto:
  51. @Leo, se ti mettessi a fare le ripetute in vasca diventeresti uno specialista del triathlon fenomenale...anche perchè ho conosciuto poche persone con la caratteristica naturale di essere un fondista come te. Resterebbe il problema bike in England... ma(ahimè) troveresti la soluzione... quindi meglio che corri.

     
  52. GIAN CARLO ha scritto:
  53. @Giampitt, squat e addominali.... come non averci pensato prima ;)))

    @Fausto, con tutto il bene mi auguro che non ti accada.... anche se ogni esperienza poi fortifica

     
  54. GIAN CARLO ha scritto:
  55. @Orlando Magic, se ci fossi stato tu... avresti avuto un bell'anticipo di time ... e l'acqua ti avrebbe colto già finita la discesa e a quel punto era fatta.

    @Tosto, ora mi ricordo di aver letto quel tuo racconto e farei bene a rileggerlo oggi che ho altra consapevolezza delle cose.

     
  56. Massimo ha scritto:
  57. Hai fatto benissimo, in condizioni estreme si rischia la pelle e non ne vale veramente la pena. Piuttosto d'ora in poi impara a controllare meglio il meteo e portati il cellulare appresso.

     
  58. GIAN CARLO ha scritto:
  59. @Massimo. il meteo dava scrosci violenti nel pomeriggio... ma all'interno in collina ha scaricato prima. Il cellulare era con me.

     
  60. FabioG ha scritto:
  61. Sei stato saggio e fortunato. Io, che sono molto meno ciclista di te, mi sarei fermato alle prime goccie di pioggia. Mi è capitato diverse volte in passato di scegliere come te la corsa per scaldarmi in situazioni estreme.

     
  62. GIAN CARLO ha scritto:
  63. @FabioG, tu sei ciclista meno di me... peccato che vai il doppio

     
  64. FabioG ha scritto:
  65. Janco, sabato prossimo corro alla gara della tua squadra a villa pamphili... Ci si vede?

     
  66. GIAN CARLO ha scritto:
  67. Al 99% si

     
  68. FabioG ha scritto:
  69. Bene! Sono 6km, vero?

     
  70. GIAN CARLO ha scritto:
  71. @FabioG, 5.3 una garetta per mollicci. Io non scendo più in campo per meno di 21 ;)

     
  72. stefanoSTRONG ha scritto:
  73. questa me l'ero persa Gianca!!!!!!
    Porca zozza che storia!
    merita un approfondimento ed un articolo su ZC!!!!

     
  74. FabioG ha scritto:
  75. Questo commento è stato eliminato dall'autore.  
  76. lello ha scritto:
  77. tutto e' bene cio che finisce bene ..........che avventura!!!!!!!!!!!!!
    p.s comunque un caffe' lo hai scroccato anche stavolta

     
  78. FabioG ha scritto:
  79. Un po' molliccio in effetti lo sono... ;)
    Comunque ci attaccherò qualche km in bici per indurirmi un po'

     
  80. GIAN CARLO ha scritto:
  81. @FabioG, ci vediamo tra poco

    @Strong, non saprei cosa aggiungere per un articolo su ZC

    @Lello, scrocco caffè perchè chi me li dovrebbe pagare non c'è mai

     

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