Da Boston al Resegone (passando da Monza)

Pubblicato da GIAN CARLO giovedì 26 giugno 2008

E' con vero piacere che ospito in questo mio spazio, la cronaca della Monza Resegone, fatta dal mio amico Giancarlo Casentini. Chi scrive è maratoneta DOCG con oltre 50 42km finite, 2 passatori e altre ultra. Da poco collabora stabilmente con la Bibbia del Podista: la rivista Correre. Sono "suoi" quest'anno i reportage dalla Roma-Ostia, dalla Maratona di Treviso e da Boston pubblicata sul numero di Giugno.


Era lo scorso settembre/ottobre, coinvolgo con poche insistenze per la verità, Mauro Firmani e Peppe Bizzarri ad intraprendere l’avventura Boston Marathon dell’aprile successivo e per tutta risposta Peppe propone “Ok, si va insieme a Boston e a giugno si fa la Monza-Resegone”.
Anche qui nessuna necessità di insistere, Mauro, per il quale una corsa si definisce tale dai 20 km in su aderisce immediatamente, così come il sottoscritto, che da un paio di anni cercava, senza riuscirci, di formare un team per provare un’emozione descritta tante volte da amici o sconosciuti podisti che l’avevano provata.
Siamo runners di parola, quindi detto e fatto siamo pronti all’iscrizione, ovviamente il nome della squadra è fin troppo scontato: I Bostoniani.
La divisa idem, c’è la bella e griffata maglia del pacco gara di Boston.
La nostra organizzazione subisce qualche “forzatura” subito dopo l’iscrizione, essendo emersa una festa in famiglia che non può non coinvolgermi per una gara, per cui si inizia una ridda di calcoli e presunzioni sui tempi di percorrenza, sulla logistica e sulla disponibilità di un’auto che possa consentirmi di essere a Linate alle 7 del mattino per il primo aereo per Roma.
Sembra tutto ok, quando invece al sabato a Fiumicino si rischia che tutto vada a monte perché non avevamo previsto che così tanta gente volasse per Milano a quell’ora, così io e Peppe, pur in lista di attesa troviamo posto sul volo, mentre Mauro (dipendente Alitalia) deve segnare il passo in favore di un altro collega non senza molte polemiche e tante incertezze sul nostro comune obiettivo della sera.
Tanta voglia però non può andar delusa, un passeggero (grazie ovunque tu sia) non si presenta, aereo già imbarcato e finger in chiusura, Mauro da “esperto” ascolta al telefono dal check in la comunicazione dell’assenza ed in un attimo reclama ed ottiene di poter prendere il suo posto.
Lo intravediamo entrare e prendere posto, non ne siamo sicurissimi che sia lui, ma a Linate è realtà, I Bostoniani ci sono e pronti alla “pugna”!
Telefonata a Francesco Mapelli, coordinate di casa ed in un’oretta siamo da lui, per proseguire in sua compagnia fino ad Erve, respirare un po’ strada ed aria che ritroveremo di lì a poche ore, ritorno a casa sua per uno spaghettino veloce e quanto mai opportuno e via a Monza all’Arengario.
Ritiro pettorali ed incontro con tanti amici, ad iniziare dalla Compagnia dei Viaggiatori, che palesano tranquillità simile alla mia, ma mentre la loro è quella della consapevolezza e dell’esperienza, la mia è quella dell’incoscienza di quel che ci aspetta e della coscienza che non abbiamo altro obiettivo che quello di arrivare.....e di sbrigarci a tornare indietro!
Con molto piacere ho salutato la silente DRS Lorella Fumagalli, la mia ombra alla Firenze Marathon del 2005 per circa 35 chilometri, quando non la sapevo ancora “Estinta”, l’altro DRS Barbun Deuoll e poi i campioni, Giorgio Calcaterra, chiamato all’ultimo momento e Marco D’Innocenti, la cui squadra alla fine vincerà.
Cominciamo ad acclimatarci, abbiamo optato per la maglia dell’Americana a Roma della settimana prima, la bostoniana ci aspetta in auto a Erve dove abbiamo programmato il cambio per gli ultimi 6km e l’arrivo, via ai tatuaggi e agli adesivi Nothing Is Impossibile sulle maglie con i nostri nomi, qualche foto, molte piacevoli chiacchiere, qualche saluto a chi parte prima di noi ed arrivano le 22.21 e 30” che ci vedono salire sulla pedana.
Una grande emozione, all’annuncio della nostra squadra e della nostra provenienza romana (siamo i più terun!) appositamente per questa gara, mi sembra che gli applausi si amplifichino rispetto alla media, 3,2,1 si parte in una cornice stupenda come pochissime altre.
Bello l’entusiasmo che ci accoglie in diversi punti del percorso, dove la gente in attesa dei vari passaggi con tanto di elenco, risale subito alla squadra che si avvicina e sono molti che ci riconoscono per i "Romani" e ci incoraggiano ed in questo c’è la similitudine con l’entusiasmo che raccoglieva la mia bandiera tricolore sventolata lungo i 42,195 bostoniani.
Mauro viene da un periodo di impegni che ne hanno ulteriormente temprato resistenza e forma, per molti sarebbe pazzia solo pensarlo, ma lui negli ultimi 50gg si è sciroppato Vercelli, Barchi, Grottazzolina, il Passatore, Jesolo e forse me ne dimentico una, così è sempre qualche metro avanti a dettare il ritmo, o a cercare di farlo, perché io me ne sto buono lì e Peppe vicino a me prudentemente si fida.
L’aria è calda e umida, l’atmosfera è particolare ed in certi punti è molto Passatore, il mio pensiero man mano che si avanza è proiettato al pensiero di quel che ci aspetta ed alla voglia di arrivare con loro, di non deludere, consapevole che da 50gg ho corso non tanto ed al massimo 21km la settimana prima. Riassumendo, sono consapevole che la testa è allenatissima, le gambe no, quindi nella prima parte sfrutto al massimo quello che loro possono dare e risparmio la testa, che dopo dovrà scendere in campo.
Questo il pensiero che si concretizza mentre si entra a Calolziocorte e sul famoso strappo del sottopassaggio, dimenticando quanto detto da Francesco poche ore prima, decidiamo insieme di camminare un po’, siamo oltre il 30°, sta per iniziare la salita, sono passate 2h40’ circa quando transitiamo all’ultimo ristoro prima di Erve e di lì in avanti correremo pochissimo, Peppe, che soffre normalmente la salita, è in difficoltà, io ne sono un po’ felice, perché altrimenti sarei io in difficoltà a correre per lunghi tratti, così camminiamo con passo svelto alla luce delle nostre frontali e familiarizzando con le squadre che incontriamo e con la gente che sta ad aspettare il passaggio degli atleti.
Erve, psicologicamente non vedevo l’ora che arrivassimo, cambiamo maglia e ancora breve tratto di corsa, ultimo ristoro ed eccoci al ponticello, dove poco prima raggiungiamo al Compagnia dei Viaggiatori, foto e via nel buio del sentiero verso la Capanna.
Fatica tantissima, emozioni idem, la schiena protesta un po’, ma sento che non mi abbandonerà, vedo che il nostro team procede come deve in questo frangente e, spronati dai richiami al crono di Mauro verso la fine, arriviamo in un’emozionante scena in vetta.
Mezz’oretta scarsa di recupero e cambio abbigliamento e si torna indietro per una discesa che sembra interminabile e che alla fine ci vedrà camminare alla luce dell’alba con le frontali spente.
Siamo all’auto alle 6 circa, fortunatamente il traffico è poco e raggiungiamo Linate alle 6.50, non in tempo per l’aereo delle 7 ma per quello che parte mezzora dopo.
Tutti gli obiettivi della trasferta sono raggiunti, ci siamo anche ripromessi di tornare, magari con un minimo di allenamento in più (io), ma soprattutto di tempo per goderci al meglio questa straordinaria esperienza.

Giancarlo Casentini

10 commenti

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  1. Micio1970 ha scritto:
  2. Bello e stuzzicante il racconto ... chissa un giorno ... fra tanto tempo ...

     
  3. Claudio ha scritto:
  4. Ciao Gian! Anch'io ho appena pubblicato un post su degli amici che hanno partecipato alla Monza-resegone. Lo trovi sul mio blog http://claudio72.blogspot.com

     
  5. GIAN CARLO ha scritto:
  6. @Micio, tanto il tempo non ti manca hai l'eternità davanti :-)
    @Claudio, sei già linkato da qualche giorno, appena posso, passo e leggo.

     
  7. Anonimo ha scritto:
  8. Non ho incontrato gli amici di Claudio, ho visto il loro pettorale e sono stati tra gli ultimi a prendere il via.
    Un saluto a Claudio, se non altro perchè condividiamo oltre alla passione per la corsa, gli stessi colori sociali: giallo e nero.

     
  9. Claudio ha scritto:
  10. Grazie, un saluto anche a te "Anonimo". Ma hai un nome? Chi sei? Mi aiuterebbe a salutarti meglio!! CIAOO

     
  11. GIAN CARLO ha scritto:
  12. @Claudio, al 99% si tratta della voce dell'autore...che di solito, per quel che lo conosco, non è mai mascherato !

     
  13. Anonimo ha scritto:
  14. Senza passà da Monza è la gara tua: Re Segone - Re Segone ...

     
  15. GIAN CARLO ha scritto:
  16. Senti 2 sere fa arrancavi che mi facevi quasi pena... allenati sul serio, non fare lo sciocchino e a Fiumicino ci scommettiamo un pranzettino con spaghettino e pesciolino.

     
  17. Ezio ha scritto:
  18. Bello entusiasmante! E' gia' il secondo che leggo oggi di questa gara mi sta' venendo una voglia...

     
  19. GIAN CARLO ha scritto:
  20. Forse lo trovi bello perchè la scritto uno della Lazio(e non sto a scherzà è vero !!!).
    Il prox anno si dovrebbe fare una spedizione di Bloggers a Monza

     

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