Verso Amatrice...quella volta con Gelindo

Pubblicato da GIAN CARLO venerdì 22 agosto 2008

Domani tornerò a gareggiare. La febbretta di tre giorni fa ha lasciato un brutto strascico, quindi la prudenza sarà d'obbligo. Ho inserito ben tre riposi intervallati da una partitella tranquilla a tennis. L'importante domani è solo rivestire il pettorale, probabilmente eviterò di tirare(vedremo), non vorrei che lo sforzo possa complicarmi il recupero. L'Amatrice-Configno è una gara di 8.5km che si corre a 200km da Roma e che da anni è l'evento podistico più importante dell'estate. Il fatto che vi partecipano circa 500 amatori, dice poco, molte competizioni nel Lazio superano i 1000. L'importanza di questo evento sta tutto nella grande partecipazione dei campioni, quelli veri. In queste ultime edizioni spesso erano al via almeno 10 atleti capaci di correre il 10000 intorno a 28. Va detto, che Amatrice è famosa in Italia, ma anche nel mondo, più che per la gara, per il sugo(Amatriciana) fatto con il guanciale che si sposa alla perfezione con il bucatino(spaghetto grosso bucato all'interno). Daniele, un mio compagno di squadra dell'Astra Trastevere, ha una casa ad Amatrice ed è così che ogni anno un gruppetto di noi, grazie alla sua ospitalità, va sempre a testare il celebre duathlon: corsa e piattone di 200 grammi di bucatini. Io non sono mai stato presente a questa specialità e quest'anno con passione colmerò questa lacuna certo di dare il meglio di me proprio nella seconda prova. Nel 1986, in un'estate torrida e con poche lire in tasca, passai qualche giorno in una frazione di Amatrice a casa di Tony, un mio amico interista, con cui giocavo sempre a calcio e calcetto. All'epoca correvo una volta a settimana, mi prendevo già i tempi, facevo sempre 7km in circa 30 minuti, ma non ero un runner così come lo intendiamo noi. Così fu che, senza volerlo, ci trovammo il venerdì sera a Configno in casa del figlio dell'organizzatore della gara dove da subito ci siamo resi conto di che fermento ci fosse. Per un attimo siamo stati anche tentati di partecipare, ma la partenza era il pomeriggio un po' troppo presto e verso le 19 volevamo fare la partita di calcio che si doveva giocare a Configno dopo la gara. Rinunciammo. Già quella sera arrivarono degli atleti di colore e più volte sentii fare il nome di Bordin, che per me era un perfetto sconosciuto. L'indomani dopo pranzo, borse da calcio nel bagagliaio della panda di Tony, siamo andati a Configno, prima che bloccassero la strada. Ci siamo piazzati sulla linea del traguardo ed è così che ho visto il mio primo arrivo di una gara podistica. Vinsero due atleti di colore e Bordin arrivo' terzo. Più tardi abbiamo fatto la partita, a metà del secondo tempo sono uscito e in panchina a chiacchierare con gli altri c'era lui Gelindo. Eravamo ragazzi di 27 anni, lui non aveva ancora vinto nulla, mi racconto' che aveva giocato a calcio come terzino, ma che da qualche anno aveva smesso per paura di farsi male. Mi disse che se la cavava grazie al fiato(incredibile ?) e perché per il calcio era veloce. Invece per l'atletica sui 100 metri facevo “solo” 11 netti e quindi era stato costretto a cimentarsi sulle distanze più lunghe. Già, io che ero sempre stato una freccia facevo 12, mentre lui che era lento faceva 11. Mi ricordo che mi parlò dei campionati europei di Stoccarda dove avrebbe corso la maratona fra poche settimane e di quanto, gare come quella di Amatrice, sono fondamentali per riuscire a lavorare sulla grinta. In quei pochi minuti imparai anche che era impossibile fare una maratona al massimo poche settimane prima di correre quella che si ha in obiettivo. Quella sera musica in piazza, con Gelindo che “sfacciato” sale sul palco e racconta anche due barzellette. Ovviamente se a distanza di 22 anni non ho dimenticato quello scambio di battute è proprio perché Lui a Stoccarda vinse, e io vidi la gara in televisione...pensando io quello lo conosco e sono il suo portafortuna. !!! 10 anni dopo Giancarlo, runner in erba, incontra nuovamente Bordin, ex campione, nello stand della Maratona di Venezia il giorno prima della gara e ne approfitta per farsi autografare lo zainetto del pacco-gara. Passano ancora 10 anni e Gelindo accortosi del mio sorpasso torna a corricchiare e stampa un 3h e 05 molto umano, ma per me nuovamente fuori portata. Che si sappia in giro, ho in progetto un nuovo sorpasso sul filo delle 3 ore e 30 per il 2016.

15 commenti

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  1. Gianluca Rigon ha scritto:
  2. Interessante questo duathlon...
    Mi prenoto anch'io !
    Scherzi a parte, che bei ricordi...
    Buon sorpasso !

     
  3. GIAN CARLO ha scritto:
  4. Ciao Gianluca, il duathlon con la forchetta è un'arte

     
  5. albertozan ha scritto:
  6. Splendido racconto mister, un piacere leggerti!!..buona ripresa

     
  7. giampiero ha scritto:
  8. noi blogtrotters romani annamo a cena giovedì..tu fa come te pare..

     
  9. GIAN CARLO ha scritto:
  10. Ciao Alberto Grazie, sono passato a trovarti sul blog ora, era da 15 giorni che non avevo un collegamento adsl vero e solo ora sto girando un po' a vedere cio' che avete scritto in questo tempo

     
  11. GIAN CARLO ha scritto:
  12. Giampiero ti mando una mail ora

     
  13. Ezio ha scritto:
  14. Bel ravvonto

     
  15. Furio ha scritto:
  16. Gran bella lettura, Gian Carlo, la penso come Alby, è sempre un gran piacere leggere quello che scrivi.
    Ti faccio un grosso in bocca al lupo per il 2030, ciao bello!

     
  17. GIAN CARLO ha scritto:
  18. @Ezio, Furio grazie e un super saluto anche a voi.

     
  19. Daniele ha scritto:
  20. Che bel racconto! Bordin e Giancarlo, due vite che si intrecciano... :-) Dove l'ha fatto quel tempo? Perchè a NY l'anno scorso alla sua prima maratona dopo 10 anni di stop mi sa che si era ritirato

     
  21. Mathias ha scritto:
  22. tu la stai prendendo sulla distanza..vi incrocierete molte altre volte! comunque che bel racconto, mi piace veramente come sai riportare queste storie di running. Il nostro mondo, quello amatoriale, che sfiora quello professionistico..

     
  23. Alvin ha scritto:
  24. Questi sono i racconti che mi piace leggere, storie di corsa, scritte da GianCarlo con il suo modo, ne acquistano ancor di più in fascino...Bravo GianCarlo...un po ti invidio...per i bucatini, sia chiaro!

     
  25. GIAN CARLO ha scritto:
  26. @Alvin, Daniele, Mathias siete troppo buoni. Il tempo di 3h e 05 lo dovrebbe aver fatto a Torino, ma poi controllo

     
  27. Mathias ha scritto:
  28. si era torino..

     
  29. GIAN CARLO ha scritto:
  30. Grazie Mathias non ti premiano a caso !!!

     

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