Ma è stato l'Iron Man 70.3 di Pescara o la grande Guerra ?

Pubblicato da GIAN CARLO martedì 16 giugno 2015

Rubo l'idea della pic ad un amico che so mi perdonerà.
Dopo aver narrato di 2 sconfitte(ritiro e non partecipazione) consecutive, nella logica del non c'è 2 senza 3, dedico a voi l' ultima perla... la sconfitta sul campo.
Amatemi per quanto vi amo... e ne verrò fuori.
Ora se avete tempo (tanto) da perdere, mettetevi comodi che sarò prolisso.

Sono mesi che qualcosa nel rapporto da nozze d'argento tra me e le gare s'è incrinato. Le soffro. Non riesco più a trarne la giusta gioia.
Adoro allenarmi e sono patologicamente precipitato in quel punto di non ritorno che soffro fisicamente se non posso farlo.
Dammi oggi la mia dose di endorfine quotidiane e nessuno si farà male... eppure il bisogno di competere sta scemando.
E' questo il mio nirvana ?
Confesso che per anni avevo invidia per chi, al mio pari, si allenava ogni giorno senza avere mai la voglia di mettersi in discussione rivaleggiando.
Oggi, quasi senza volerlo, son forse diventato come loro ?
Certo è che il confine tra allenarsi moltissimo per ben gareggiare ed allenarsi molto, ma per il solo piacere di farlo non è così labile, anzi talvolta è quasi come parlare un'altra lingua.
Chi vuol finire un mezzo Iron Man, sotto il sole, partendo con 34 gradi all'ombra, di sicuro non può accontentarsi d'essersi allenato per puro divertimento.
Poi, quel qualcuno, se avesse trovato 6/7 gradi di meno, vento fresco e non bollente e anche qualche nuvola, oggi ...con buona probabilità, vi racconterebbe un'altra storia.
Ma se vuoi competere a quel livello con il clima ci devi fare i conti... perchè, citando Aldo Rock: "Non esistono condizioni meteo sfavorevoli... esistono uomini arrendevoli".

Indubbiamente 999 medici su 1000 avrebbero sconsigliato, anche a gente ben allenata di partecipare a un simile massacro... ma se fossimo qui per parlare di salute allora il blog l'avrei chiuso da tempo e buona notte ai sonatori.

Mio padre ha 91 anni, gode ancora di buona salute, guida la macchina e può camminare con relativa facilità per 3km di fila, ma non ha mai fatto un'ora di sport in vita sua e non s'è mai sognato di camminare, per il solo piacere di farlo, sia d'estate sotto il sole che d'inverno, contro vento, nei giorni di tramontana.

Ultimamente io (vi) confesso d'essermi allenato in quel solco di protezione.
Il mare è mosso... corsetta. 
Piove: nuotiamo in piscina.
Vento: ancora corsetta girando nella parte bassa della Villa con lo scirocco e in ciclabile sotto il muraglione bordo Tevere con la tramontana.
Caldo: bicicletta al mattino presto o nuotata sia al mare che in piscina.
Ma anche niente bici dai primi di dicembre a fine marzo per non rischiare bronchiti e sulla stessa falsa riga niente bagni al mare fino a giugno e dopo settembre e a chiudere poche e brevi corse d'estate e men che mai un lungo se il termometro supera i 20.
Poi, all'interno di questi parametri, c'ho sempre dato dentro con costanza e dedizione, addirittura in modo convinto; ossessivo e compulsivo se osservato da occhi "normali".

L'Iron Man però non è cosa per la gente normale.
In questo micro cosmo c'è una scrematura ai livelli alti della pazzia che fa veramente paura.
Qualcuno poi è Iron Man di nascita per proprietà cromosomiche, ma molti(i più) lo sono per dedizione, perchè qui espiano i peccati di chissà quale dissolutezza e se vuoi far parte di questo gruppo di reietti o eletti(scegliete voi)... devi veramente spingerti sull' orlo del precipizio.
Starci border line, tanto per dire di averlo fatto, non è mia indole... se mi metto in gioco devo avere le carte buone per stare al tavolo.
E con questa ultima chicca torno a bomba all'inizio: probabilmente ora soffro queste competizioni perchè so di sedermi ad un tavolo dove ho carte spaiate e per sopravvivere non mi resta che incastrare una scala pescando sempre il jolly dell'esperienza.

Gara.

Il mare è relativamente calmo e la (sua)temperatura, basta allontanarsi un minimo dalla battigia, è perfetta per nuotarci con la muta.
Dopo il via bisognerà infilarsi a 100 metri da riva in uno spazio tra i frangiflutti largo una conquantina di metri e considerando 3/400 anime a batteria so che in quei 2 minuti ci sarà da soffrire, ma di questo non ho alcuna paura. Sono lento, ma so che farò bene la mia parte, potrei fare meglio se avessi fatto più ripetute in vasca o se mi fossi allenato almeno 7/8 volte sulle oltre 40 che ho nuotato da gennaio a oggi usando la muta, ma mi sarei divertito meno o faticato troppo(same refree).
A occhio, vedendo da fuori il posizionamento delle boe, il percorso disegnato sembra più lungo di 1900 metri e dal bagnasciuga non si capisce se una boa è molto disallineata rispetto alle altre.
Gianluca, che partirà nella penultima batteria, avrà modo di vedere il branco variare inopinatamente direzione rispetto al percorso migliore e non cadrà nell'errore nel quale invece finirà praticamente tutto il mio gruppo(primi a partire dopo i pro).

Sparo.
Non mi affretto, scelgo di posizionarmi sulla destra appena ho capito che la corrente butta a sinistra. Piovono schiaffi, battaglia corpo a corpo. Qualcuno rallenta e ti trovi a nuotargli nelle gambe, finchè alla fine, non avendo spazio ai lati gli passi sopra, ricevendo in cambio calci, manate e getti d'acqua che ti finisce in gola.
L' ossimoro della dolcezza di quando ti lamenti perchè qualcuno, in piscina, dalla corsia a fianco, facendo dorso ti spruzza acqua proprio mentre sei in fase respiratoria.
Siamo circa 400 metri lontani dall'arenile quando, superata la terza boa, si punta a nord in direzione Venezia per il secondo lato. Resto sempre in gruppo. Tengo le scie anche se, con ciclicità stimabile intorno ai 70/100 metri, mi accorgo di seguire piedi diversi. Si va veloce la corrente è favorevole e respirando verso riva non rischio di bere l'onda. Easy moment.
Quando rigiriamo puntando terra già 2 lati del rettangolo li abbiamo archiviati... e, visto che l'ultimo segmento è più corto(si esce prima per non cozzare con i nuovi partenti) scruto il tempo del cronometro: 20.05 
Dignitoso, penso che 36/37 minuti su 1900 li posso fare.
Ora siamo di nuovo vicino ai frangi flutti e prima di passarli dobbiamo, parallelamente alla riva, ripuntare sud in direzione Bari.
Qui la corrente è contraria, respirando prendo l'onda e la boa disallineata ci farà tornare inopinatamente verso il largo. Soffro.
Chi non ha fatto gare simili non può capire come, nel casino, non hai modo di avere una corretta prospettiva d' ampio raggio, ma puoi solo alzar un minimo la testa e traguardare la boa che t'è più vicina... da cui, chi le piazza male andrebbe deportato in un campo...non di sterminio ... ma quantomeno concimato di fresco con merda di mucca pazza.

Mi spiaggio in 40.00 proprio mentre sento lo sparo che da via libera alle voglie del mio amico. Senso di depressione, in piscina ultimamente ho nuotato i 1900mt senza muta in 38 e spicci e qui pensavo meglio.
Ad analisi attenta però il gps di Gianluca, che pure non ha sbagliato traiettoria, ha restituito 2090 metri e ad ulteriore conforto quello di un altro mio amico ha parlato di una distanza ancora maggiore.
Quindi stimo un passo leggermente sotto a 2.00 ogni cento metri che va benissimo.

Appena fuori dall'acqua il caldo è opprimente. Dal bagnasciuga alla zona Cambio posta al centro di Pescara ci sono 500 metri infuocati da correre fra ali di folla mentre ci sfiliamo la muta.
Ci offrono dell'acqua, afferro un bicchiere ed è la brodaglia più calda che ho mai bevuto(hai visto mai che dovrei anche allenarmi a bere sbobbe vergognose ?).
Finalmente, 7 minuti dopo l'uscita dall'acqua, le mie gambe cominciano a pestare sui pedali.
Bastano 2 km per capire che si soffoca. Sono le 13.00 e al sole la temperatura percepita è di circa 45 gradi. L'asfalto nerissimo dell'asse attrezzato che porta fuori città è rovente. L'acqua della borraccia è allo stesso stadio pre-evaporazione di quella assaggiata in precedenza. 
Mi sforzo di deglutirla comunque. Mantra: prova a non disidratarti.
34 di media sul conta km al passaggio del decimo eppure, dal mare, un minimo siamo saliti. Direi incoraggiante.
Cambio di traiettoria, vento che improvvisamente diventa contrario e che, minuto dopo minuto, si rafforza. Toccherà punte di 60 km/h.
Lento incedere. Su un lungo rettilineo che sale tra l' 1% e il 2% di pendenza qualche volta leggo 19km/h e chi mi supera non lo fa certo con brio.
Qui, sotto un sole dirompente, sento che sto cuocendo a vapore. Invece che mezzo uomo e mezzo ferro sto diventando mezzo uomo e mezzo raviolo. 
Massacro. Gola secca, arsura, borraccia finita, rifornimento ancora lontano.
Ora si sale, inizio a superare, intorno a me facce sconvolte. I più giovani, partiti dopo, non ci hanno ancora raggiunto. Moria di sogni. 
Abbronzatura da body che si fa strada... il risultato finale della mia schiena pezzata sarà la caliente rappresentazione dell'orrido.
La media oraria precipita vertiginosamente. 
Alla prima discesa vado in presa bassa e spingo forte... finchè scateno.
Dopo il 50/11 se sposto ancora la leva la catena salta. Colpa mia che ho cambiato le ruote l'ultima settimana, ma non ho provato il cambio in condizioni limite e non ho portato la bici a regolarla dal ciclista(m'è mancata un'ora fondamentale... troppi caffè in agenda)
Fermarsi quando vai a 50 km/h non è mai bello; mani nere da untore... energie che sfumano. 
Ripartire... indeboliti nello spirito.
Ora il vento è laterale e la bici diventa incontrollabile. Film dell' orrore. Sono motociclista dalla nascita, so guidare ogni mezzo a due ruote ben oltre la media della cristianità, ma qui è ingestibile, 7kg scappano via e alla fine tira e molla esco pure di strada mettendo le ruote sul terriccio della banchina; fortuna che, rallentando, ho fatto in tempo a sganciare il pedale e ho messo il piede a terra.
Altri osano di più, ma rispetto a me sono pesanti e... stando sdraiati in posizione crono soffrono meno il disagio e c'è anche più di qualcuno che(suo malgrado) si spalma sull' asfalto.
Spaventato, nervoso. Anzi, nervosissimo.
In discesa rallento al passo "pensionato con cappello"... e solo quando c'è un pezzo dove sembra sia tutto ok ci do dentro di nuovo... scatenando again.
Relax, keep calm, la dobbiamo solo portare a casa che oggi è storta forte.
Mi fermo ad una fontanella. Lavo le mani alla meglio e sgonfio leggermente i tubolari(caricati oltre le 10 atmosfere); spero che, diventando più morbidi, facciano presa maggiore.
Che poi su questo tema ho sentito diverse correnti di pensiero... e vi giuro che ancora non ho una mia certezza.
Sull' ultima salita vengo su veramente piano, avessi mantenuto le ruote tradizionali, non profilate, sulle quali ho anche il 28 tra i pignoni posteriori oggi avrei evitato tutti questi guai. Rimuovere.
Mancano meno di 30 km e dai circa 300mt slm dobbiamo riscendere al mare e il vento eccezion fatta per la prima parte, dove arrivando lateralmente darà ancora fastidio, sarà a favore.
Mi fermo al rifornimento, bevo in abbondanza e carico un'altra borraccia da 700.
Forza e coraggio, ora che si può, non resta che volare.
65 km/h e scateno ancora. Sono di coccio. Possibile che mi basta 1h per dimenticare il problema.
Mi rifermo e stavolta la catena si (ri)incastra anche dopo la (ri)partenza. Panico. 
Passa anche questa, sono di nuovo in sella con le mani incatramate... finchè, finalmente, da qui alla Zona Cambio tutto girerà bene.
Tachimetro fisso sui 40km/h e via. La gamba sembra esserci e comincio quasi a pensare che con una buona frazione run alla fine ne uscirò vivo e soddisfatto.
Precipito in T2 con il garmin che mi dice di aver chiuso questa seconda prova in 3h e 10(lo scorso anno 3h e 03), ma in realtà ci devo aggiungere 7 minuti di stop vari dato che il gps è impostato sulla pausa automatica.
In nessuna gara di triathlon mi ero mai fermato neanche per un secondo in bici, neppure nell'Iron Man.
Scoprendo in seguito che nella frazione bike tutti hanno impiegato dai 5 ai 10 minuti più dello scorso anno... anche qui, il mio l'avevo fatto.
Si corre.
Basterebbe fare una frazione dignitosa a 5 al km e starei intorno alle 5h e 50 minuti... fuori target si, ma di poco. Invece, fin dai primi passi, le gambe proprio non vanno.
5.30 è la "velocità" di crociera. E si che a 5.30 non ci corro nemmeno se sono in gita di piacere.
Ho solo l'acume di capire, da subito, che la disidratatazione è già in me... e che, da qua alla fine, non devo pensare più al tempo, ma solo a ritirar la medaglia oltre la finish line da essere pseudo vivente.
Ad ogni rifornimento bevo almeno 2 bicchieri d'acqua e uno di sali, ma è un palliativo.
Reidratarsi correndo sotto il sole, quando ormai si è superata la soglia del gestibile è impossibile.
Consapevolezza della sconfitta, ma lucidità nel sapere che solo portandola a termine avrò dato dignità al mio status di atleta. Tutti oggi faranno peggio(e molto) del preventivato... ma il mio peggio sarà maggiore ...e non resta che prenderne atto con raziocinio. Lucidissimo malgrado il sotto peso.
Sto "correndo" allo stesso passo della seconda mezza dell'Iron Man e mentre in quell'occasione davanti a me c'era la visione effimera dell'arco di Trionfo, qui c'è solo la sopravvivenza... che passa per il concludere prima che i condor banchettino a nozze con le mie carni.
I piedi mi bruciano, la testa pulsa, la canicola è invadente... intorno a me qualcuno si siede, qualcuno ha occhi vitrei, molti(beati) ancora viaggiano veloce, io ogni tanto cammino. L'io vacilla. Difficile simbiosi con gara e paesaggio. Catturo immagini e suoni augurandomi che facciano breccia nella mia mente e siano il passepartout per i km mancanti.
Carosello di colori e vibrazioni. La gente incita festante uomini e donne ridotti sul lastrico energetico, spesso inconsapevole dei loro drammi interiori.
Un ragazzone nordico raccoglie a piene mani del ghiaccio triturato presente ad un ristoro e invece di stenderne un pochino dietro il collo o sui polsi come fanno in molti sceglie di aprire il body e di gettarselo copiosamente tra i gioielli di famiglia. Dubito che in quel momento fosse nel pieno delle sue capacità di raziocinio, ma ancor di più dubito fortemente che riuscirà in un futuro prossimo a gestire con allegria la fase erettile.
17 anni fa ad una mezza Maratona, in quel di Firenze, con condizioni meteo diametralmente opposte: -4 gradi alla partenza, corsi per circa un'ora e mezza con pantaloncini cortissimi con la sola retina e una canottiera microba... bene(o male)  ...ricordo che arrivai con l'attributo ibernato.
Dopo il traguardo, bevendo tè caldo, coprendomi a dovere e massaggiandolo come 1000 e più volte ho fatto... mi ci vollero oltre 20 minuti prima di riuscir a farlo tornare in vita... passando per formicolii dolorosissimi.
Torno alla gara e... seppur senza alcuna eccitazione... trovo la forza per non fermarmi più e correre i 3km finali leggermente più veloci degli altri.
Ultima curva. Dal lungomare si scende alla playa. Gioia contenuta. 
I 'am a finisher e solo io so quanto ho sofferto.

Datemi questa cazzo di medaglia e la relativa maglietta da survived e fino a data da destinarsi non parlatemi più di gare "vere"... forse e dico forse ...non ho più nulla da dimostrare a nessuno e men che mai a me stesso.

31 commenti

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  1. theyogi ha scritto:
  2. perdonato: a volte da una guerra si torna solo per raccontare di come si possa vincere la paura....

     
  3. GIAN CARLO ha scritto:
  4. @Marchè, non vedo l'ora di farmi il nostro giretto bike del sabato stando tranquillo tranquillo in scia

     
  5. Stefano La Cara ha scritto:
  6. ok, ora che hai smaltito... andiamo a Pula il 20 settembre?

     
  7. GIAN CARLO ha scritto:
  8. @Strong, no. Mi farei del male.
    PS
    Mandami comunque per mail i costi e i dettagli della trasferta

     
  9. Stefano Colasanti ha scritto:
  10. L'anno prossimo sarai ancora li ... lo so ;) complimenti.. basta allenarsi con il ghiaccio ;)

     
  11. MauroB2R ha scritto:
  12. tutto ciò per raccontarci che ad una mezza a Firenze ti sei fatto una pippa a fine gara??????

     
  13. GIAN CARLO ha scritto:
  14. @Stefano, il prossimo anno vorrei essere altrove... magari sempre per un 70.3.
    Che se torno a Pescara vedo i fantasmi

     
  15. GIAN CARLO ha scritto:
  16. @MauroB2R, sei una bestia ! non mi sono masturbato... l'ho solo rianimato... e buon per te che non t'è mai successo.
    Se ancora oggi lo ricordo è proprio perchè è stata una sensazione orribile

     
  17. MauroB2R ha scritto:
  18. ahahahah grande RB!!!! sempre il nr 1 nel raccontare le gare!!

     
  19. francos ha scritto:
  20. Janco, bel racconto, ricordati arrivare a fine gara è sempre una vittoria.Complimenti

     
  21. nino ha scritto:
  22. bravo sulla fiducia. per leggerlo tutto devo aspettare il primo giorno di ferie

     
  23. Anonimo ha scritto:
  24. nonostante tutto, bravo bravo bravo

     
  25. Master ha scritto:
  26. Il ricordo di una gara non andata come volevi rimarrà per tanto tempo, forse più a lungo di quelle finite bene.
    Da tempo ormai pensi sempre a quei minuti che se ne vanno e che forse non riprenderai più, secondo me devi solo cambiare prospettiva, già lo stai facendo in verità, ma ogni tanto ritorni a guardare sempre dallo stesso punto.
    Ne riparliamo nella prossima trasferta, forse anche prima di Verona dai ;)

     
  27. GIAN CARLO ha scritto:
  28. @Anonimo, grazie... ma chi sei ?

     
  29. GIAN CARLO ha scritto:
  30. @Gianlù, ogni anno perdo e perderò dei minuti, ma stavolta troppi tutti insieme... quando ci si disidratata non è la stessa crisi in ognuno di noi.
    Cmq vero che per cambiar prospettiva avevo ammorbidito certi allenamenti... e quindi ero + vulnerabile

     
  31. GIAN CARLO ha scritto:
  32. @Nino, se fossi il tuo datore di lavoro ti bloccherei le ferie a oltranza e neanche te le pagherei

     
  33. GIAN CARLO ha scritto:
  34. @Franco, meno male che ci 6 tu che mi capisci !

     
  35. GIAN CARLO ha scritto:
  36. @Maurob2R, lo so, forse dovrei scrivere anche un racconto sulla finale di Champions League ;)

     
  37. FabioG ha scritto:
  38. Grande post catartico, l'ho letto tutto d'un fiato (e non mi è successo spesso in passato, nemmeno sul tuo blog).
    Però non ci credo... senza gare no.

     
  39. una bella mazzata non c'è che dire ora sotto a pensare alla prossima avventura positiva perchè il non c'è 3 senza 4 non esiste......spero.
    P.S.: assurdo orario di partenza e assurdo posticipare di 2 settimane la data rispetto agli anni scorsi......ma vfkl Pescara!

     
  40. Kikko ha scritto:
  41. Caro Giancarlo,io invece l'ho letto tutto e senza bisogno delle ferie (vedi nino ndr) come sempre scritto molto bene e sapendo io cosa vuol dire lottare per arrivare in fondo anche se non nel tempo che ci eravamo prefissati,non posso che dirti Grande Gianca.
    Io non farò mai questa disciplina dei tre sport tutti insieme ed ammiro chi ci riesce,figurati tu e Gianlu che per me siete due simboli.
    Anch'io credo come te che ad un certo punto si perderà sempre più la voglia di gareggiare a fronte di quella di allenarsi e basta...ma anche quando saremo così vedrai che la nostra vena agonistica uscirà in qualche corsetta;-)
    A presto...e comunque il 10 Aprile 2016 ci sarò!

     
  42. GIAN CARLO ha scritto:
  43. @Luca, tutti hanno sofferto tanto... io di più. Per 4 anni non era mai accaduto ci fosse un clima simile. Ma agli iron man estivi puo' starci. Certo partire alle 7.00 aiuterebbe

     
  44. GIAN CARLO ha scritto:
  45. @FabioG, è un momentaccio... raramente mi era successo di non riuscire ad esprimere ciò che avevo.

     
  46. Lorenzo Pisani ha scritto:
  47. Bellissima cronaca, Gian Carlo, ma mi hai fatto preoccupare. Mi sto allenando col tuo stesso spirito e fra 24 giorni ho un IM intero. Non mi resta che sperare nelle "proprieta' cromosomiche" ...

     
  48. GIAN CARLO ha scritto:
  49. @Lorenzo, spero per te che il clima sia più clemente... io quando feci l'intero trovai condizioni meteo molto migliori(10 gradi in meno)... non oso pensare che cosa avrei patito.
    In ogni caso ti faccio un grosso in bocca al lupo.... anche se cromosomicamente non ne hai bisogno

     
  50. Complimenti Gian Carlo!

     
  51. GIAN CARLO ha scritto:
  52. @Domenico, grazie 1000

     
  53. Anonimo ha scritto:
  54. Ciao Janko...ti segnalo il blog di Mario De Benedictis "Opinioni Aerobiche"...leggi l'ultimo articolo sulla gara da te descritta! un abbraccio! Luca M. (Fondi).

     
  55. GIAN CARLO ha scritto:
  56. @LucaM, ciao interista... ti ringrazio per l'ottima segnalazione e speriamo a breve di riuscire a correre una volta insieme.

     
  57. Mauro Battello ha scritto:
  58. Nonno Blade keep rock.. comunque well done

     
  59. GIAN CARLO ha scritto:
  60. @Battelo, thank's

     

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Per ora ho visto solo i puntini

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