VeronaMarathon sol a K42 sai che altre imprese aspettan te

Pubblicato da GIAN CARLO mercoledì 18 novembre 2015



Ho aspettato sull' Adige il cadavere di questa Maratona e prima dello scoccare del 200esimo minuto è passato.

Non potevo fare prigionieri.
Codice etico o convenzione di Ginevra non avevano voce in capitolo.
In questo folle gioco di ruolo, ero in guerra contro un nemico temibile, ma stavolta dovevo uscirne vivo e vincente... o lasciar morire sull'asfalto la mia anima da runner guerriero.
Ora il mio corpo è segnato dalla pugna. Cicatrici profonde, ma anche consapevolezza di aver fatto un altro passo verso l'estasi ...fondendo l'io che ero ieri con un nuovo spirito più fiducioso e semplice nel contempo.
Cavaliere Nero.

In un weekend da incorniciare tra vecchi e nuovi amici, mi limito ad esternare unicamente la parte combattuta... anche perchè, facendo diversamente, finirei per cedere a sentimentalismi che  stravolgerebbero la sostanza della lotta.
Solo mantenendomi sul pezzo posso provare a ritrasmettere il piglio con cui ho affrontato la gara.

30 minuti al via: i twitter amici continuano a cazzeggiare... ma ormai sono chiuso a riccio, li percepisco distanti e allora abbandono il proscenio e vado in griglia. Vestito da clochard scruto il cielo basso e continuo a ripetermi che le armi scelte(maglia lunga, mezzo pantalone e scaldacollo) son quelle giuste.
15 minuti al via: conquisto uno dei primi posti nel mio settore e li trovo Diego, romano come me, amico/nemico da un ventennio di corse. Litigiosissimo, lancio anche a lui un guanto di sfida e con gioia lo precederò sul traguardo di circa 50 secondi.
Il gps, controllato da forze rivali, non prende il segnale... ignorare; lo switcchio su nuoto in piscina e da ora sarà al mio polso come cronometro.
5 minuti al via, compattano le griglie e riesco, svicolando lateralmente, a schizzare in quarta/quinta fila. Perfetto.
Il sindaco Leghista Tosi fa l'europeista e saluta i Francesi dopo la strage di Parigi, segue un minuto di raccoglimento e finalmente è l'ora d'andare.
Via.
Appena partito mi trovo tra i piedi del lunghissimo Kikko, un semi abbraccio ridente e subito torno serio.
Obiettivo battere il passo dei 4.40.
Non ho il gps eppure transito sul primo labaro esattamente 280 secondi dopo la liberazione.
Dopo 4 km siamo bordo fiume. Silenzio. Solo piedi che battono felpati. Pubblico inesistente. Anonimia.
In Veneto avevo già corso la Maratona di Padova e quella di Venezia risultandone addirittura stupito per la vivida partecipazione della gente al passaggio dei runners nei paesini attraversati dal percorso di gara.
Qui c'è il nulla cosmico. Ignorare. Tanto è Nebbioso e offuscato l'ambiente, tanto mi sento vigile e autisticamente impegnato a ripetermi i passaggi che saranno viaggiando di 4.40 in 4.40.

Lasciamo il fiume e tangibilmente l'umidità allenta la morsa. Il sole pare far capolino, ma resta minoranza.
Guadagno secondi che non vorrei.
Non so mai se dipenda da qualche cartello anticipato o dalla sindrome del piede fuggente.
Mi è impossibile placidarmi. La sento da morire. Brividi. Malato d'amore.
Be careful, lei è lasciva. Una mantide.
Al sedicesimo, con la complicità di un morbido inerpicarsi fra vigneti privi di grappoli, sono di nuovo in media, ma ora si ripunta la città e per 4km sarà leggera discesa... proprio mentre percepisco lo spremersi di quei tanti che, facendo i 21km, mi superano a fiato corto. Vietato accodarsi.
Traguardare la mezza in 1h 38 e 30 è la mission. Poi la seconda parte 2 minuti più lenta... che so essere anche altimetricamente più dura. Devo attenermi al copione.
Invece, la discesa è tanto impercettibile quanto prevalente e sono anche inconsapevole vittima di un rullare trascinante di tamburi che mi sospinge fin sulla striscia di mezzavia in un avventato 98.10.
Dopo la metà, avverto una rarefazione di anime intorno a me. Un migliaio di gambe mi precedono, quasi 5000 ancora mi seguono. Trovo un manipolo di 4 maramaldi ben assortito e di stazza imponente al quale mi accodo proprio mentre al km 23 la riva dell'Adige torna ad essere il nostro panorama.
Ora il ritmo è leggermente calato e m'accorgo di stare in quel gruppetto proprio come in un ventre di vacca. Percepisco la loro solidità, ma so di valerli, mi immergo nel nuovo habitat e provo a rilassarmi.
Finchè dura fa verdura si dice a Roma... alla faccia del veganismo dilagante. Risparmiare energie.
Registro: 4.42/4.41/4.42/4.42. Orologi. Finchè al km 28 mi distraggo un attimo e il torbido gioco di mettere il piede proprio dove chi mi precede lo toglie mi sfugge di "mano" ed è così che sfioro la gamba del conducente.
Finora avevano tollerato il mio cheto succhiare scia, ora (con qualche ragione) i 2 di testa prima borbottano... poi, sull'incazzato andante, ad un cenno di quel capobranco, si aprono svicolando uno a destra e uno a sinistra del lungo fiume.
Chiedo venia a voce alta, ma a vento in faccia replico accelerando staccandoli.
Ho fatto un pasticcio. Rimuovere, non farsi prendere dallo sconforto.  Anzi, se possibile, ricercare adrenalina dall'accaduto.
Ormai il trentesimo è a tiro e tra un'oretta sarà finita... anzi cominciamo a pensare che 3h e 17 alto è possibile e che comunque 3h e 18 difficilmente mi sfuggirà. Titoli del morale in salita.
Invece, ahimè... il peggio deve ancora venire. Nulla è scontato quando il nemico ha armi di distruzione di cui mai ti capaciti abbastanza.
Al km 34 attraversiamo il fiume sul passaggio pedonale di una diga e proprio in quel mentre percepisco che le gambe si induriscono con almeno 3/4km d'anticpo sul preventivato.
I motivi possono essere "millemila": umidità invasiva; troppo veloce la prima metà gara; preparazione leggermente affrettata dopo il lungo stop agostano; forma raggiunta 2 settimane troppo presto proprio per aver oltremodo forzato gli allenamenti lenti nella logica di tornare tosto in auge; nessun integratore preso in questi 2 mesi e nessun gel in gara; scaricato poco; mangiato e bevuto come purtroppo ho saputo fare ieri... o al solito per l'incedere dell'età(foreveryounguncazzo).
Chiacchiere a 0. Non resta che tenere. Rallentare compostamente ricordando che sopra ai 5 al km... è vietato.
Resistere, resistere, resistere.
Dal km 38 al km 39 i 4 compari del gruppetto precedente, ormai sfaldato, mi risuperano uno dopo l'altro e questa è davvero dura da mangiar giù. Li tengo a vista e provo a consolarmi con il cronometro: 3h 03 e 30 al 39esimo se riuscissi a fare ancora un triplico 4.50 chiuderei in 3h e 18 alto e in ogni caso per l'under 200 è andata e quello... e solo quello ...era il target.
Purtroppo, da perfezionista, digerisco male il sentire le gambe così dure mentre il fiato è assolutamente nel range. Nel frattempo siamo tornati in città e qui scopro che dopo 39 km quasi piatti e noiosi il finale è ricco di curve, saliscendi e sampietrini e sempre senza uno straccio d'incitazione da parte dei pochi viventi presenti.
L'ultimo rifornimento bordo strada è molto fuori traiettoria.
Reidratarsi prima dello sforzo finale o puntare l'arrivo e i 198 ?
A destra vedo i 2 protagonisti del piccolo scazzo precedente che bevono con avidità... potrei tirare dritto provando a tenerli dietro, ma qui la cattiveria mi viene meno. Rallento e camminando afferro e degusto prima un calice di sali e poi uno d'acqua.
Riparto con dolcezza. I 198 l'ho lasciati li. Vincere si, ma senza strafare.
Oltre il 40esimo i pacemaker delle 3h e 20 mi superano incitandomi per poi rallentare e farsi ripassare all'altezza del 41esimo dato che erano troppo in anticipo(cazzari veri).
Ora mancano 400 metri, il Colosseo di qua fa capolino... Arena di Vicenza(cit. Verdone).
Finalmente sento del rumore. Con 10.000 partenti tra la 10km, la mezza maratona e la 42km sono molti i runners che, finite le loro fatiche, affollano le transenne per tifarci.
Braccia al cielo, un paio di salti scomposti sotto l'arco di Maratona e in 3h 19.13 dichiaro archiviata la mia 37esima grande fatica.

Dei circa 250 atleti più vecchi di me che hanno preso il via mi hanno preceduto solo in una decina, dei 2500 più giovani ne ho lasciati dietro 2000.
Non sono certo un campione, ma un bel pezzo di granito che oggi ha combattuto (e vinto) la sua non ultima battaglia.
Stay tuned.

26 commenti

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  1. Stefano Colasanti ha scritto:
  2. Grande Cavaliere Nero ! bravo

     
  3. Mauro Battello ha scritto:
  4. I tamburatori sono stati un iniezione di adrenalina, poi calma piatta :)
    Ho tanto da imparare e forse vengo a lezione a Sabaudia :)
    Certezza Nonno Blade

     
  5. Anonimo ha scritto:
  6. Complimenti! Leggerti è sempre emozionante! Le tue parole sempre antiche e sempre nuove che descrivono la tua maratona nella maratona sono il miglior monumento alla tua passione, alla tua determinazione alla tua tenacia! Ad plurimas coronas. Massimo Angeleri

     
  7. GIAN CARLO ha scritto:
  8. @Stè, vedi un pò de fa qualche uscita in bici pure con noi.

     
  9. GIAN CARLO ha scritto:
  10. @Battè, per Sabaudia mi prendo ancora 7 giorni per decidere. Spero di averne il coraggio, ma anche che gli acciacchi che ho ora mollino un pochino.

     
  11. GIAN CARLO ha scritto:
  12. @Massimo, i complimenti fatti da super-fast runner come te valgono doppio. Spero sempre di rifare una corsa insieme.

     
  13. emiliano ha scritto:
  14. Ciao vecchia quercia ....sembra che tu sia sempre in prima file eh!!!
    Complimenti .

    Emiliano

     
  15. nino ha scritto:
  16. non ti sono mancato ??

    grandissimo

     
  17. MauroB2R ha scritto:
  18. Spietato come un Killer!!!!

     
  19. GIAN CARLO ha scritto:
  20. @Nino, al contrario... eri sempre nei miei pensieri ...dovevo al minimo far meglio del tuo time a Venezia ;)

     
  21. GIAN CARLO ha scritto:
  22. @MauroB2R, siete voi che vi siete un pò imborghesiti

     
  23. GIAN CARLO ha scritto:
  24. @Emiliano, in realtà ...arretro con dignità

     
  25. Kikko ha scritto:
  26. Anche per me è stata una Domenica da incorniciare sia per il time in maratona ma soprattutto per il tempo passato con voi,è sempre un piacere ed era troppo tempo che non ci vedevamo.
    E'stata una maratona tosta come dici bene nel racconto,gli ultimi 3km difficili ma dominati,è stato bello vederci per caso subito dopo lo start e poi di nuovo subito dopo il tuo arrivo...tutto perfetto.
    Grande Giancarlo.

     
  27. GIAN CARLO ha scritto:
  28. @Kikko, se io grande... tu grandissimo e questa non è certo retorica.
    Ci vediamo a Roma davanti a un ottima cacio e pepe

     
  29. lello ha scritto:
  30. grande prestazione ragazzo
    p.s io caffe' non ne scommettero' piu con te

     
  31. GIAN CARLO ha scritto:
  32. Lello, sei proprio un gobbo Juventino

     
  33. bibe ha scritto:
  34. Che classe, Giancarlo, passa il tempo ma sai sempre spremerti e portare a casa l'ennesima (e, giustamente, _non_ ultima) battaglia.

    Un grande piacere rivederti e rivedere il gruppo dei romani e il "cugino" Fatdaddy.

    A presto!

     
  35. GIAN CARLO ha scritto:
  36. @Bibe, il piacere è stato mio... speravo saresti stato presente anche al pranzo dopo gara davanti a un super boccale di birra

     
  37. bibe ha scritto:
  38. Giancarlo, sarei rimasto volentierissimo, ma la famiglia reclamava un po' di tempo, le ultime vicissitudini lavorative (reperibilità e corsi extra lavorativi) ci lasciano poco spazio da passare insieme.

     
  39. nino ha scritto:
  40. non e che ci volesse molto

     
  41. GIAN CARLO ha scritto:
  42. @Nino, lo so che ormai sei scarso... ma non sono qui x mettere il coltello nella piaga.
    #amisci

     
  43. GIAN CARLO ha scritto:
  44. @Bibe, sei troppo raziocinante x non aver agito al meglio.
    Speriamo che in futuro... giri meglio

     
  45. GRANDE!!!

     
  46. nicolap ha scritto:
  47. porca troia inox puro

     
  48. GIAN CARLO ha scritto:
  49. @Nicola, tengo botta... o almeno ci provo

     
  50. GIAN CARLO ha scritto:
  51. @Domenico, all'anagrafe si ... son sicuramente grande !

     

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