New York: 40esima Maratona e... la mia lotta con la città.

Pubblicato da GIAN CARLO giovedì 10 novembre 2016




Le gambe non vanno.
Fin dai primi passi avevo percepito che non era aria, ma per oltre un’ora e  venti minuti mi sono illuso che qualcosa sarebbe cambiato. Ahimè, nulla da fare, quel male, col passare dei troppi metri, s’è fatto palese e non resta che gestirlo.

New York è l’ombelico del mondo, ma il solo viverci qualche giorno ti prosciuga ogni stilla di energia.
L’anima inquieta di questa città dapprima ti cattura come canto di sirena e poi ti uccide con la malvagità di una mantide.
Corro per arginare il divenire del tempo, ma il tempo alla lunga vince sempre e quando alzi l’asticella decidendo di correre in questa frenetica megalapoli l’universo spazio temporale si curva come fosse in prossimità di un buco nero e tu ne vieni risucchiato invecchiando paurosamente, miglio dopo miglio.

Qui tutto  è grande, tutto è sovradimensionato.
Ogni anno più grande. Crescita come stile di vita.
Il palazzo dell’Onu sembra sia qui proprio per sovraintendere questa follia.
Un gioco al massacro che avrà fine solo con l’estinzione.
Ho sempre odiato questa logica. E’ mezzo secolo che la ripudio, ma se devo peccare allora voglio farlo nel cuore dell’inferno.

55000 runner iscritti, 51388 classificati al traguardo.

Numeri che, uniti al problema della security,  generano ore di attesa, deportazioni, code, metal detector, controlli esasperanti.
Il copione recita così: quattro onde di partenze scaglionate di 10 minuti in 10 minuti e tre diversi percorsi per ogni onda che si ricongiungono sul fare del 13esimo km.

Manca ancora mezz’ora e da che sono qua ad attendere ho ripercorso la mia vita reale e quella da pseudo atleta.
La musica si fa dura. Molti elicotteri friggono l’aria. Inno nazionale ed ecco che la parola passa al sindaco che ci sussurra quanto sia felice di ospitarci nella Città con la Maratona più famosa del mondo e(of course) di poter gestire la montagna di valuta che gli abbiamo portato.

Spara il cannone. Liberi.

Irregolarmente oltre 100.000 gambe muovono in battaglia.
Verrazzano è la parodia di Caronte e fa da tramite per traghettarti verso un mistero connotato da scenografie sempre variabili.
Il vento è freddo, ma le fiamme ci sono e tu sai che non puoi sfuggirgli.
Mesi di allenamenti e di tempi incoraggianti. Venti chilometri che ormai sono come uscire a comprare il pane e appena entri nell’Ade ti accorgi che, con la destrezza di un prestigiatore, la grande Mela cela le tue verità non rivelando i suoi trucchi.

Qui c’è la sintesi perfetta tra Imperialismo e integrazione.

Puoi esser nero, giallo, verde, grasso, magro, gay o semplicemente tu e tutti ti stimano, basta che segui le regole rigide e lavori sodo remando nella direzione dove i grandi timonieri hanno puntato il bersaglio.
Bastone e carota. Un Presidente nero e uno razzista. Diavolo e acqua santa… eppure il confine tra le due ipotesi è labile e sfuma ad ogni corner tra una Street e una Avenue.
Non resta che stare al gioco e cavalcare l’onda sprezzanti del periglio. Se però esiti, rifletti o semplicemente sei in difficoltà… allora, nello spazio di un amen, ti ritrovi reietto a dormire in una scatola di cartone tra limousine e mega schermi farciti di pubblicità aggressive.  
In gara is the same, basta che tu maturi anche solo una piccola consapevolezza di essere pedina e non artefice e i tasti del flipper finiscono nelle mani di chi ti fa pallina.

17 piccoli km e le gambe sono andate.
Ciao proprio. E’ stato bello.

Oltre un milione(forse due) di persone ad urlare e ad incitarti, centinaia di band musicali che, al tuo passaggio suonano o tambureggiano sulle note dei Village People, di Jesus Christ Superstar, di Madonna …eppure mi ritrovo con la metà delle forze di quando calpesto i Sampietrini, solo e da nottambulo, tra i sette colli di Roma.
Con un biglietto da visita di 30 km corsi a 4.32 sotto un sole cocente terminando alla(stra) grande  eccomi qua, dopo solo 17 km a 4.39, con la spia della riserva a rosso fisso.

C’è chi corre perché pensa faccia bene, chi lo fa per perdere peso (pur odiandolo), chi invece semplicemente per poter dire di aver finito una Maratona e questa in particolare.
Io no.
Io corro perché è una necessità. Non c’è equilibrio senza corsa e che mi piaccia o no è la cosa che so far meglio.
Mi arrangio a scrivere e sono bravino con i numeri, ma la corsa è il mio distinguo e al di fuori di essa faccio difficoltà a collocarmi in questo mondo che trovo tanto ingiusto quanto illogico.
Non ho bisogno della regina delle Maratone per sublimare il mio status di runner, ma quando c’è da correre io ci sono sempre e se tutto il mondo cala qui per farlo… io sto ordinatamente in gruppo, ma, sia chiaro che lo faccio cercando il mio spazio, provando a lasciare un segnale, una stele, il mio spermatorunner …insomma un’impronta che marchi il territorio.
Solamente con i km corsi negli ultimi 25 anni sono a spanne vicino a finire il secondo giro del mondo quindi perché non battere i piedi anche sulla 5th Avenue ?
Le gambe non vanno… l’ho detto; ma io non mi fermerò, sono il primo a farlo quando non mi diverto, ma oggi accetto la mala parata e so che dovrò trovare quella cazzo di finish line senza camminare neanche un metro.
Chi ha fatto un Iron Man sa che le energie non finiscono mai(o quasi) e se ci credi qualcosa nel barile c’è sempre, quindi non resta che ignorare il cronometro e avanzare step by step.

Lo zombie nel quale mi sono trasformato dopo 26 km entra a Manhattan, ma non è veloce e reattivo come quelli di “Io sono leggenda” e mischiato tra tanti non si fa ricordare.
Tutti urlano, chi non c’è stato non può neanche provare ad immaginare… eppure, anche in questo stordente bailame, prima la mia famiglia e poi il gruppo di amici che viaggia con noi mi intravede e tra le tante grida percepisco le loro rispondendo al saluto.
Neanche il tempo di commuovermi e subito registro che l’ultimo miglio l’ho fatto quasi in 8 minuti. Patetico.
Peggio: lentissimo. Bradipeggiante.
Basta, non devo più guardare il cronometro.
Correre e basta.
Sono 2h e 10 che vado e non resta che ripetermi fino alla noia che anche nella peggiore delle ipotesi al massimo tra un’ora e venti taglierò il traguardo, prenderò la medaglia… e il “mondo” mi plaudirà, osannando la mia “bravura”.
Intanto, mio malgrado, sono molti di più quelli che mi passano che quelli che recupero e questa cosa nelle tante Maratone che ho concluso(oggi è la quarantesima) di solito non accade.
Perché soffro questa gara più degli altri ?
Il neo premio Nobel Bob Dylan direbbe che la risposta è nel vento… che intanto mi soffia in faccia e gela lo stomaco. In realtà penso dipenda dal fatto che sono solo meno integrato della massa e troppo anti sistema.

Si entra e si esce dal Bronx, ora c’è la salita che da sotto Harlem ci riporta  quasi all’altezza del Guggheneim per entrare a Central Park… dajeee che è quasi fatta.
Ultimo miglio.
Amplificato all’inverosimile Springsteen canta Born to Run, spingendoti  a non mollare mai…  lui si che è un mito. L’esempio dell’anti sistema che ce l’ha fatta ! Ma forse anche lui è solo un trucco. 
Dubitare per definizione.
Intanto le gambe sono tornate e gli ultimi 1000 metri mi scopro a divorarli a passo di carica.

3h 27 e 31.




A 57 anni suonati dicono che sia un gran bell’andare.
Sorridi cazzo… sei circa centesimo su oltre 2100 tra quelli della tua categoria e 3936 sui 51388 arrivati…
Sorridi cazzo !

Levateveeeeee.

Non voglio foto e non posso accettare da nessuno il five del good Job… ho solo tenuto botta perché sono runner inside e questo è il mio credo.
So solo che anche oggi NY, come accadde 11 anni fa, mi ha battuto, ma so anche che non mi sono piegato al suo volere e lo spirto guerrier che entro mi rugge continuerà a meditare sul come affrontar altre battaglie... e intanto datemi la medaglia.



Un ex marines di 96 anni ha finito i suoi 42.2 km quando già la notte era calata e intervistato su quale fosse il suo segreto ha rivelato di aver sempre "scopato" e bevuto come se non ci fosse un domani.
Dubito sia vero, ma in ogni caso, qualora fosse, sarebbe solo la prova che uno su 1.000.000 ce la fa.
Avendone la disponibilità fisica ed economica mi piacerebbe tornare a correre questa Maratona più e più volte.
E perché no a cento anni suonati tagliare quel traguardo e rispondere all’intervistatore di turno che(ahimè) non ho mai né "scopato" e né bevuto come se non ci fosse un domani, ma che ho iniziato a correre ben prima che questa Maratona nascesse e mi piacerebbe continuare a farlo anche il giorno in cui con tutto il suo gigantismo imploderà.

47 commenti

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  1. Pimpe ha scritto:
  2. bravo ragazaccio , altroche'... ;)

     
  3. daniele da ros ha scritto:
  4. sei un grande amico mio!

     
  5. Enrico Franconi ha scritto:
  6. Gara epica! E post da 10 e lode. Bravissimo Janco!

     
  7. Mauro Battello ha scritto:
  8. Hai scritto l'ennesima giornata di sport.. nn rompe! Alla Christmas run ti prendi la tua rivincita!

     
  9. GIAN CARLO ha scritto:
  10. @maurè, Alla Christmas porto a spasso gli amici... il problema è che tu non reggi manco un giro.

     
  11. GIAN CARLO ha scritto:
  12. @Enrico, grazie 1000

     
  13. GIAN CARLO ha scritto:
  14. @Daniè, ho il rammarico di essere partito senza farmi 2 chiacchiere a San Pietro il giorno prima.
    Vediamo di correre insieme

     
  15. GIAN CARLO ha scritto:
  16. @Pimpe, dicono che dopo aver fatto tanta velocità... è quasi ora che torni a Roma e stavolta x farne 42

     
  17. Stefano La Cara ha scritto:
  18. Grande Gianca, per favore trova il modo di continuare a divertirti perché ultimamente i tuoi scritti sono sempre velati di (troppa) malinconia e da te questo non lo accetto. Quindi trova una qualche cazzo di nuova motivazione, che sia un cronometro o un avversario e torna a divertirti!

     
  19. GIAN CARLO ha scritto:
  20. @StefanoStrong, hai perfettamente ragione, ma l'accettare l'avanzare degli anni mi riesce a singhiozzo :(

     
  21. Mauro Battello ha scritto:
  22. Gianca' dice bene Stefano.. e poi basta co 'sta storia dell'età!
    È da quando te conosco che manni avanti sta tiritera! Godite gli adesso e non i come sarà se... hai rotto!

     
  23. FabioG ha scritto:
  24. Bella Giancà! Gara e post sui tuoi livelli abituali da sempre: alti in assoluto ed irraggiungibili per molti.
    Io credo davvero che proporzionalmente puoi migliorare ancora come podista e come triatleta. Punta con cattiveria ai 100 che ti sono arrivati davanti e fregatene dei 2000 che ti sei lasciato dietro... vedrai che continuerai a divertirti.

     
  25. Albe che corre ha scritto:
  26. E' la maratona ...è così e basta. Se la gara fosse stata il giorno dei 30k di lungo avresti raccontato di una meravigliosa avventura ma purtroppo (o per fortuna) è così che è!...Cmq rimane sempre un gran piacere leggerti. A presto

     
  27. GIAN CARLO ha scritto:
  28. @Albe, sono convinto che avrei fatto meglio qualsiasi giorno degli ultimi 5 mesi.
    Purtroppo passare prima del via 4 giorni in giro per NY con il jetlag addosso e un gruppo di amici che s affidano a te x vedere tutto è stato fuori dalla mia portata.

     
  29. GIAN CARLO ha scritto:
  30. @maurè, ho fatto il primo lamento sulla mia età a 48 anni... spero per te che non comincerai a farlo prima

     
  31. GIAN CARLO ha scritto:
  32. @FabioG, dopo 4 anni di triathlon(seppur sempre con la corsa in pole position) ho provato a preparare una gara come si deve mettendo tutto me stesso nel run e dopo aver rivisto ottimi tempi in allenamento la gara è andata male, ma lo rifarei perchè nel prepararla mi sono divertito tanto.
    Quindi dopo un periodo + o meno lungo di relax vedrai che qualcosa sul serio la rifarò... anche perchè almeno 50 di quei 100 li valgo assolutamente

     
  33. Stefano ha scritto:
  34. Sei sempre uno tosto. Ti seguivo in diretta sul monitor ( che voi fa c'è chi ye tocca pure la domenica pomeriggio) e ho sofferto ma quel cavolo di quadratino blu con le tue iniziali GP che si muoveva sempre con la stessa regolarità e non si fermava neanche per i ristori. Non rimpiangere risultati ipotetici e goditi questo meraviglioso traguardo. Per me sei sempre Bravo. Per finire ... tra fuso orario e deportazioni mattutine quante ore di sonno avevi sulle spalle??

     
  35. GIAN CARLO ha scritto:
  36. @Stefano, avevo massimo 16 ore negli ultimi 4 giorni e 50 km camminati, senza considerare tempo in piedi fermo e cibo scadente.
    Ma non mi consola

     
  37. nino ha scritto:
  38. vebbe capita e tu lo sai bene ma al contrario di altre volte hai tenuto duro.
    ti rifarai il 2 aprile in casa.
    o forse prima

     
  39. GIAN CARLO ha scritto:
  40. @Nino, si impara sempre qualcosa, mi è capitato spesso di fare grandi botti dopo il km 35, ma mao di non averne da subito senza che fossi partito con qualche malattia

     
  41. Carlo Gullotti ha scritto:
  42. Bellissimo racconto Giancarlo. La Maratona non è una scienza esatta, e questa è la Sua essenza!

     
  43. GIAN CARLO ha scritto:
  44. @Carlo, è proprio cosi !

     
  45. bibe ha scritto:
  46. Un pre-gara così "pesante" (tra km camminati, sonno arretrato e alimentazione fuori standard) non sarà una malattia ma al fisico porta lo stesso stress... Peccato che a pagarne le conseguenze sia stata una gara così significativa e così ben preparata! La chiusura del post, con un riferimento alla prossima sfida, resta comunque il tuo marchio di fabbrica!

     
  47. GIAN CARLO ha scritto:
  48. Bibe, non solo non mollo... ma sono anche certo che prima o poi tornerà una piccola era stile Triplete ;)

     
  49. Gianluca ha scritto:
  50. Peccato per la "sindrome Accappaticcio"...grande Janko!

     
  51. Giancarlo ha scritto:
  52. Pure da "pippa" m'hai dato comunque 16" alla mia London 2016, la Superclassifica resta roba tua.

     
  53. GIAN CARLO ha scritto:
  54. @Giancarlo, se ti fossi allenato come me avrei mangiato polvere

     
  55. GIAN CARLO ha scritto:
  56. @Gianluca, basta che non mi chiedi i diritti d autore :)

     
  57. nicolap ha scritto:
  58. oltre al lato femminile ognuno ha anche un lato snob e solo i grandi lo ammettono

     
  59. GIAN CARLO ha scritto:
  60. @Nicola, commento spiazzante... ci rifletto su, ma confesso che arranco.

     
  61. nicolap ha scritto:
  62. Intenzionale
    snob nel mandare a quel paese la propria prestazione e un po' nei confronti del paese ospitante, ma ripeto segno di gagliardia.

     
  63. Papà ha scritto:
  64. Che dire complimenti enormi per come corri per la Passione per quello che scrivi e anche per come lo scrivi. Cerca di essere anche un po' fiero di te e rimettiti in fretta.

     
  65. GIAN CARLO ha scritto:
  66. @Papà, OK

     
  67. GIAN CARLO ha scritto:
  68. @Nicola, sono d'accordo sul fatto che non accetto il mio risultato e a tratti anche le modalità del paese ospitante... non pensavo fosse snob... ma ci può stare.
    Per me comunque sono + snob quelli che, anche se hanno solo pochi allenamenti nelle gambe, vengono fino a qui per "correre" questa Maratona in 6h pur di potersene vantare.

     
  69. orlando ҉ magic ha scritto:
  70. ma che bello leggerti!
    un caro saluto da Trieste...complimenti!

     
  71. Mauro Battello ha scritto:
  72. Papà ha ragione e tu invece sai solo "offenderti" e rispondermi con frecciatine... massimo rispetto Nonno Blade ma papà dice bene! Questo è quello che volevo comunicarti e nient'altro 😜

     
  73. GIAN CARLO ha scritto:
  74. @Orlando, il piacere è mio nel saperti ancora mio lettore, mi auguro che tu a differenza mia sia sempre più in auge nelle tre specialità.

     
  75. GIAN CARLO ha scritto:
  76. @Maurè, se ogni tanto a te rispondo oiccato è solo perchè t'ho visto crescere e ti sono affezionato

     
  77. Filippo ha scritto:
  78. Partire lamentandosi, e finire a NY con quel crono? Ha ragione Mauro! Ciao Grande!

     
  79. GIAN CARLO ha scritto:
  80. @Filippo, oggi sono 18 giorni che di fatto non corro.
    Se faccio 10km sotto a 5 lo vivo come un trionfo, per NY ero preparatissimo e mi è roduto parecchio

     
  81. Kikko ha scritto:
  82. Il time per noi runner è sempre fondamentale...in una maratona poi dove ci si fa il mazzo per arrivare preparati è sempre un disastro scoprire dopo 1/3 di gara di avere già esaurito il doppio delle energie che non erano state consumate neanche nei 30km fatti a casa due settimane prima...però tu lo sai meglio di me perchè questa era la tua 40°regina delle corse e io mi soffermerei proprio su questo numero...sei sempre un grande e il tuo post è una chicca!
    Ciao uomo di ferro.

     
  83. GIAN CARLO ha scritto:
  84. Kikko, tu sei davvero troppo buono con me.
    Speriamo di rivederci presto seduti davanti a qualcosa di buono da mangiare... così magari mi racconti dei tuoi trionfi che son più significativi dei miei.

     
  85. Kikko ha scritto:
  86. Conto anch'io di rivederci presto...se non verrai tu dalle mie parti...toccherà a me venire per la Roma-Ostia o per la Maratona...a presto.

     
  87. GIAN CARLO ha scritto:
  88. @Kikko, magari ci si vede proprio a NY nel 2017

     
  89. IlCorsaro ha scritto:
  90. "scopato e bevuto come se non ci fosse un domani"... lontani ricordi anche per me ormai, ahahah!
    ciao bello!

     
  91. GIAN CARLO ha scritto:
  92. @Corsaro, beh, almeno spera che non t arrivi mai alzheimer... visto che almeno hai qualcosa di tosto da ricordare ;)

     
  93. GIAN CARLO ha scritto:
  94. Questo commento è stato eliminato dall'autore.  

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Per ora ho visto solo i puntini

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